ABBIATEGRASSO – Giovedì sera alle 21 in Castello si è tenuta l’assemblea organizzata dal Comitato “No Tang” contro la strada di collegamento Vigevano-Malpensa, o meglio del tratto Vigevano-Magenta. A introdurre la serata Paolo Bellati di Cambiamo Abbiategrasso con Domenico Finiguerra, consigliere e leader del gruppo. Una colonna sonora drammatica ha accompagnato il filmato in cui una freccia nera cala sul territorio per congiungersi in prossimità di Abbiategrasso con TEEM e TOEM, una scritta con il monito: “Il cerchio non deve chiudersi”. Dopo il corteo del 28 marzo scorso, l’incontro pubblico di giovedì è stato proposto perché si esprimessero i cittadini. Non molti gli abbiatensi tra i numerosi presenti ma non è mancata certo la solidarietà da chi vive in comuni attraversati dalla TEEM, da milanesi o da chi è arrivato in bicicletta addirittura dalla Val di Susa. La preoccupazione dei No Tang esplicitata da Finiguerra è che il tratto di strada che riguarda il nostro territorio sia fortemente voluto da Regione Lombardia perché necessario a chiudere il cerchio di nuove strade intorno a Milano dopo che è stato cancellato il ring ferroviario, proposto nel 2000 dalla Provincia di Milano, che avrebbe degnamente sostituito quello stradale, ritenuto dai Comitati No Tangenziale uno scempio. Gli stessi Comitati in questi anni ritengono di aver sviluppato “saperi e progettualità per un territorio a vocazione agricola con eccellenze che hanno cambiato il modo di produrre”. Durante l’incontro è stato più volte ribadito il NO chiaro alle nuove strade e la convinzione che non esista nessun progetto migliorabile, per questo l’appello rivolto a tutti è la mobilitazione delle persone che vivono il territorio per fare ogni tipo di pressione perché la strada non si faccia. Ma l’impegno dei No Tang è più ampio, Finiguerra ha anche segnalato la crescita del movimento No Triv, contro le trivellazioni marine che, partito dalla Basilicata, ha coinvolto già sei Regioni che hanno impugnato il Decreto di Sviluppo, le maggiori critiche le ha rivolte al Pd in quanto maggiore forza di governo che cala dall’alto scelte non condivise, per questo da più di un intervenuto l’appello alla mobilitazione perché “la gente può smuovere la politica”. Da più parti è stato ribadito che “Occorre uscire dalla Legge Obiettivo” anche perché uscire significa rinunciare alla “famigerata” strada. Criticati l’assessore regionale Garavaglia che ha messo a disposizione 10 milioni di euro per la riqualificazione della Baggio, mossa ritenuta dai No Tang utile a far accettare un pezzo di strada strategico per il mega progetto di infrastrutture accennato nel filmato. Critiche anche al presidente Beltrami del Parco del Ticino che, con la sua posizione possibilista sulla strada, rischia di far revocare al Parco il riconoscimento dell’Unesco di Riserva della Biosfera. Tra le proposte alternative: “Abolire i semafori e sostituirli con rotonde, quando i semafori sono guasti la coda non c’è e una rotonda costa tra i 500 e il milione di euro”. Tra i numerosi interventi quello della signora venuta da Milano che si sente “cittadina di questo territorio a cui vogliono far fare una brutta fine, suggerisco di coinvolgere anche i milanesi che rischiano di essere circondati da nuove strade. Faccio parte del Partito Comunista d’Italia che ha partecipato a ‘No Expo’, contattate anche il Movimento No grandi opere…” Consigli anche dal deputato del Movimento 5* De Rosa, che ha proposto di “rallentare i lavori e intanto, visto che si avvicinano le elezioni a Milano, tirate dentro i milanesi e fategli capire che perdono voti se distruggono la campagna di Milano…” L’abbiatense Zorzan che si è presentato come “esperto di trazione elettrica ferroviaria”, ritiene sia il momento ideale per chiedere di investire sul trasporto pubblico con il raddoppio da Vermezzo all’Annunciata. Un giovane arrivato in bicicletta dalla Val di Susa ritiene fondamentali la partecipazione diretta e invita a ritenere una bufala le compensazioni promesse, assicura la solidarietà e la presenza dei No Tav per contrastare con ogni mezzo la strada. Molto apprezzati gli interventi di due esponenti del Comitato No TEEM di Caponago, che hanno denunciato “il tradimento dei politici, le opere compensative mai realizzate, la non preoccupazione per la salute, messa a rischio dall’inquinamento da traffico”, pessimistica la conclusione: “il peggio ha da venire”. E.G.

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