ABBIATEGRASSO – L’Abbiategusto di quest’anno, fra le novità, ha consentito, grazie all’impegno del personale dei Servizi Culturali, di ammirare le splendide fotografie, in bianco e nero e in tonalità seppia, tratte dall’Archivio di Augusto Rosetta e proposte in un allestimento particolare all’interno della nostra Biblioteca. Ci hanno accompagnato salendo le due rampe di scale che portano dal piano terra al piano superiore, dove molte immagini erano distese in massa su un lungo tavolo, quasi a suggerire già il tema trattato: la convivialità, un momento vissuto, nel tempo passato come ai nostri giorni, in compagnia di parenti o amici. Ecco quindi gruppi di amici attorno ai tavolini di un bar, lunghe tavolate di partecipanti ad una festa, un gruppo di giovani che brinda nel cortile di una trattoria, famiglie attorno alla tavola, bambini in una mensa scolastica. E, mescolate a queste, foto che ritraggono uomini che si recano al lavoro nei campi, giovani sui trattori, mondine nella risaia, famiglie sedute nell’aia su pannocchie di granoturco. Al lavoro si alterna il tempo libero, vissuto in compagnia di amici sulle rive di un fiume, al tavolino di un bar, in una sala da ballo. Tanti i gruppi ritratti, di soli uomini o sole donne, giovani, ragazze e bambine tutte insieme in un prato o nell’aia di una cascina. Ma non c’è solo il lavoro nei campi, ci sono anche le botteghe del borgo con la merce esposta all’esterno, i fruttivendoli, le drogherie, i macellai, i pasticceri Besuschio che sfornano panettoni, i banchi del mercato, le bibite Benaglia, un’anguriera e il carretto dei gelati, le banche allestite per la Festa dell’Uva. Tutte immagini di un tempo passato che rimandano, comunque, ai momenti conviviali vissuti anche da noi ai nostri tempi, con i pranzi in famiglia nelle festività natalizie, quando si riuniscono per l’occasione più generazioni, o per festeggiare i compleanni, le pizzate con i compagni di scuola o con i colleghi, le chiacchierate con gli amici ai tavolini del bar. Momenti piacevoli che la pandemia ci ha sottratto, del tutto o in parte, ma che siamo impazienti di riprendere a vivere. Mariagrazia Broglia

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