Vorrei rispondere alla vostra redattrice Galeazzi in merito alla vicenda del bambino inglese. Posto che siamo tutti d’accordo sulla totale mancanza di sensibilità di medici e giudici in questo caso e che va ribadito con forza, perché pare sia stato dimenticato, che solo e soltanto i genitori devono decidere delle cure per il proprio figlio e non i medici, né tantomeno i giudici, il caso del bambino inglese non deve essere strumentalizzato da chi confonde l’amore per la vita con la totale mancanza di rispetto per il dolore e la sofferenza. Amare la vita significa anche, e deve significare, non imporre a forza inutili sofferenze a chi non ce la fa più. Nessuno deve impormi di soffrire in nome di un malinteso “amore per la vita”, così come nessuno deve imporre la morte a chi decide di combattere. Questa è la vera libertà, una parola di cui questa gente si riempie la bocca ma di cui dimentica sempre, o ancora meglio, non conosce affatto il significato. Quindi evitiamo irritanti strumentalizzazioni ed esempi del tutto fuori luogo come quello degli anziani o peggio ancora dell’ospedale di Saronno… Avv. Rodolfo Intelisano, Abbiategrasso

Risponde la redattrice

Sull’affermazione “nessuno deve impormi di soffrire in nome di un malinteso amore per la vita” si può discutere  all’infinito, se si parla di dolore fisico per fortuna sempre più le cure palliative aiutano a non soffrire, anche se si parla di dolore psichico o di un desiderio di morte per non pesare su chi si ama si può intervenire, questi sono  solo alcuni di una moltitudine di possibili esempi. Così come non concordo che sempre “solo e soltanto i genitori devono decidere delle cure per i propri figli”, vedi per i vaccini o per trasfusioni negate per credenze religiose e non. Quella che avevo avvertito essere una provocazione apprendo che dal lettore è stata considerata, a proposito della logica assunta nel caso di Charlie che, ipotizzo, possa portare a decidere l’eutanasia per anziani e ogni soggetto considerato inutile scarto, un’irritante strumentalizzazione, e che ritiene ancora peggio la citazione dell’ospedale di Saronno. Una logica che, ripeto, mi ha ricordato il delirio di onnipotenza di quel medico e infermiera che hanno ucciso diversi anziani, ricoverati in un P.S. perché bisognosi di cure dove invece hanno ricevuto… la morte. E il pensiero conseguente riguardava il nostro P.S. nuovo e funzionante chiuso invocando la ‘sicurezza’, mentre, ripeto il P.S di Saronno è rimasto aperto nonostante diversi altri indagati perché risultati coinvolti. Quanto ho scritto prendo atto che può risultare irritante per il lettore, a mia volta, appresa la notizia che “per un problema legale” viene negato il trasferimento al Bambin Gesù di Roma sono molto più che irritata da quello che, chiedo conferma all’avvocato, appare sempre più un sequestro di persona, reato perseguibile. Per ora la spina non è stata staccata, i medici prima sicuri che non ci fosse possibilità di cura, hanno appreso che forse c’è e hanno passato di nuovo la palla ai giudici perché decidano. Intanto Charlie vive, viva la vita, viva ogni Vita! E.G.

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