Carissimo Gigio Donnarumma, la tua vicenda ha riempito la cronaca di queste settimane, sei figlio di questo mercanteggiare che riduce l’uomo a oggetto di scambio, merce pregiata che si fa liberamente circolare. Ma ciò che più mi ha ferito è stato che tu non ti sia presentato agli esami di stato, questo è ciò che mi ha fatto perdere quasi tutta la stima che avevo di te e che neanche il contratto assurdo che hai voluto imporre al Milan aveva intaccato. No, presentarti all’esame ce lo dovevi a tutti, magari non saresti riuscito a superarlo ma presentarci era un atto dovuto.

Mille volte i miei ragazzi e le mie ragazze, che avrebbero avuto chissà quanti motivi per non presentarsi all’esame, invece puntuali il giorno del loro esame sono arrivati a scuola e hanno sostenuto la prova raccogliendo le loro ultime energie. Tu invece all’esame non ti sei presentato e non ci è dato sapere le ragioni di questa improvvisa fuga, mentre se tu ti fossi presentato avresti testimoniato da una parte l’assurditá di questo esame dall’altra che per superarlo basta essere motivati.

Questo non dovevi farcelo, hai preso in giro tanti ragazze e ragazze che invece l’esame lo hanno sostenuto dimostrando così di essere umanamente di una spanna sopra di te. Sarai pure un grande  campione ma non hai quella dote che hanno i nostri ragazzi e ragazze, quella di saper affrontare ciò che è’ fuori dalla propria portata. Tu non lo hai fatto, i nostri ragazzi e ragazze si’! hanno sostenuto un esame che chiede loro l’impossibile, di conoscere tutto. Lo sapevano di avere dei limiti, che poteva capitare la domanda carogna, ma sono stati di fronte alla prova testimoniando serietà con loro stessi, responsabilità di fronte alla vita. Tu sarai pure un grande campione, ma questa umanità la devi ancora imparare, caro Donnarumma, ci hai profondamente deluso.

Gianni Mereghetti, insegnante. Abbiategrasso

 

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