Mario Botta è uno dei maggiori esponenti dell’architettura contemporanea e in più di cinquant’anni di carriera ha saputo sperimentare con forme, colori e dimensioni per dare vita a edifici indimenticabili. Amato od odiato per il suo stile estremamente moderno ed essenziale, Mario Botta ha saputo progettare opere per i più disparati committenti ancora oggi ammirabili in tutto il mondo. Sebbene la città di Milano non vanti edifici interamente firmati dall’artista, il capoluogo lombardo è stato di grande importanza per lo sviluppo professionale dell’architetto.

 

Le origini e il successo

Nato a Mendrisio nel 1943, Mario Botta inizia a mostrare un forte interesse verso l’architettura e la progettazione di abitazioni fin da piccolo. Ancora da adolescente si trasferisce proprio a Milano per studiare al Liceo Artistico e poi prosegue la sua istruzione presso l’università Iuav di Venezia. Non ancora trentenne ritorna nella sua patria natale, apre uno studio di architettura e inizia a farsi notare per le abitazioni da lui progettate. Inizia presto a svilupparsi uno stile inconfondibile, che caratterizza quasi tutte le opere dell’architetto, basato su materiali come il mattone e forme squadrate dai richiami moderni.

Negli anni i settori su cui lavora Mario Botta si ampliano e non si limitano più solamente a quello abitativo. L’architetto inizia infatti a ricevere commissioni internazionali per opere a carattere religioso, musei, stazioni ferroviarie, sale da gioco e ristrutturazioni di edifici storici. Come spiegato sul sito ufficiale dello studio Mario Botta, ancora oggi l’architetto porta avanti progetti nei settori più disparati e negli anni ha sviluppato un fitto e poliedrico portfolio.

 

Le opere più celebri

Sono numerose le opere celebri che portano la firma di Mario Botta. Queste, anche se generalmente apprezzate dalla critica, hanno però anche attirato giudizi negativi per lo stile asciutto e molto moderno, secondo alcuni poco adatto a certi tipi di edificio. È ad esempio il caso degli edifici religiosi come la Cappella Granato in Austria o la cappella di San Giovanni Battista a Mogno in Svizzera, rifacimento in pietra e vetro di un preesistente edificio del XVII secolo distrutto da una valanga. Tra i principali e più celebri edifici progettati da Mario Botta spiccano inoltre il MoMA di San Francisco, il Samsumg Museum of Art di Seoul e la sede dell’agenzia svizzera di telecomunicazioni Swisscom a Bellinzona.

Da sempre legato all’Italia, Mario Botta ha lasciato il segno anche nel nostro Paese progettando o ristrutturando diversi edifici. Come raccontato dalla pagina dedicata ai casinò italiani del casinò online Voglia Di Vincere, è ad esempio suo il casinò di Campione d’Italia, situato nell’enclave italiana all’interno del territorio svizzero, e le cui enormi dimensioni che raggiungono i 55.000 mq. Mario Botta lascia il segno con il tradizionale uso dei mattoni rossi anche a Vimercate, comune lombardo per cui ha progettato la stazione degli autobus. L’architetto è infine tornato a Milano tra il 2002 e il 2004 per la l’ampliamento e la ristrutturazione della Scala di Milano.

Tra i principali membri della cosiddetta scuola ticinese di architettura, Mario Botta, grazie alla sua visione moderna e al suo uso sapiente degli spazi, ha saputo salire alla ribalta e diventare uno degli architetti più celebri di oggi. Anche se le sue opere fanno discutere, queste non mancano mai di lasciare a bocca aperta chi le ammira per la loro unicità e innovatività.

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