MORIMONDO- Domenica mattina verso le 11.30 nella campagne di Morimondo, a Coronate, come in molte altre intorno, mentre echeggiavano numerosi spari, si è sfiorata la tragedia. I colpi, una rosa di pallini, partiti accidentalmente dal fucile di un cacciatore, hanno raggiunto alla testa un milanese di 68 anni. Quest’ultimo, subito soccorso dagli amici che condividono la stessa passione e si ritrovano appena possibile nei boschi del Ticino, in cerca di selvaggina da sfidare con le proprie doppiette, è stato ricoverato in codice rosso all’ospedale di Niguarda. Sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Abbiategrasso che hanno accertato che si è trattato di un incidente, fortunatamente la prognosi fa ben sperare per la vittima che non risulta in pericolo di vita. La stagione venatoria, che per il territorio metropolitano di Milano va dal 20 settembre al 31 gennaio, ammette la caccia 3 giorni la settimana, di mercoledì, sabato e domenica dall’alba al tramonto, con un massimo di 3 cani a persona, in terreni incolti o boschivi, è vietata in zone protette e stabilisce il massimo di selvaggina che può finire nel carniere. Ma di caccia si può anche morire, questo ennesimo incidente mette in guardia e stimola a fare più attenzione, soprattutto da parte di chi è armato e può colpire non solo animali ma anche persone. Il bollettino sugli incidenti di caccia infatti ogni anno presenta numeri non indifferenti, dovuti ad errori o imperizie dei cacciatori o a circostanze e reazioni inaspettate, eccone alcuni recenti: il 7 novembre in provincia di Lucca un cacciatore spara a un contadino che gli chiede di uscire dal suo terreno, il 24 ottobre vicino a Spoleto un automobilista viene colpito da una fucilata mentre guida, il 18 ottobre una donna sarda viene colpita da un cacciatore mentre è in cortile, il 23 spara a un fagiano e colpisce un agricoltore in un occhio, nei dintorni di Treviso una ragazza in bicicletta viene impallinata da un cacciatore, ecc. La pericolosità delle armi troppo spesso è sottovalutata. E.G.

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