ABBIATEGRASSO – Un Carnevale che in epoca Covid si annunciava diverso, senza carri, senza concorsi canori, senza feste in locali chiusi ma che comunque è stato festeggiato. Giovedì sono comparsi in piazza Marconi alcuni piccoli mascherati, accompagnati da genitori e nonni. Venerdì la piazza si è ulteriormente riempita, tanto che al tramonto risultava ricoperta da un tappeto di coriandoli e stelle filanti. Ma neanche paragonabile al pomeriggio di sabato, quando la stessa piazza è stata letteralmente invasa, non solo da bimbi, anzi soprattutto da adulti, come testimoniano filmati, fotografie, commenti social. E dai media scopriamo che è successo un po’ ovunque, in tutte le regioni italiane anche dove il Carnevale era terminato, alcuni centri sono stati chiusi in Campania, Emilia Romagna, in Molise dove la Polizia Locale è stata costretta a intervenire per interrompere assembramenti. La voglia di uscire e socializzare è generalizzata e si trasforma in frenesia, con un clima primaverile e tempo libero a disposizione. Nell’abbiatense il fine settimana è coinciso con il clou del carnevale ambrosiano, ad Abbiategrasso  quest’anno una nota positiva la mancanza di spray, di uova, di manganelli, di petardi per lo più utilizzati, gli anni scorsi, da gruppi di adolescenti. Invece quest’anno, niente ‘guerre’ tra bande, sono gli adolescenti ad essersi mostrati più responsabili e di buon senso. La folla che occupava i tavolini per l’aperitivo fino alle 18 o che stazionava o transitava in centro era prevalentemente una ‘ressa’ di adulti, non sempre adeguatamente distanziati e, vuoi per la sigaretta accesa o per il drink, con la mascherina abbassata. Ai ragazzi va quindi un plauso ma anche un monito, in quanto ora risulta in aumento il contagio tra i 16 e i 18 anni. In Campania per esempio risulta che in questa fascia di età i contagi sono raddoppiati nelle ultime due settimane, gli adolescenti devono sempre portare la mascherina, sembra che le varianti siano più pericolose anche per loro. L’appello di salvaguardarsi dal contagio è soprattutto rivolto a loro che, se positivi, oltre al rischio personale, possono facilmente nuocere a genitori e nonni. Le sfide e le trasgressioni sono il “pane” per i giovanissimi ma la sfida al virus rischia di compromettere per sempre il futuro. E.G.

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