ABBIATEGRASSO – Il 9° punto del Consiglio comunale di lunedì 28 settembre ha riguardato la “Rendicontazione degli indirizzi e degli obiettivi delle società partecipate inserite nel Dup (Documento Unico Programmazione) 2019 e definizione degli obiettivi 2020-22. Si è parlato quindi di Amaga, la principale azienda partecipata e la discussione è stata lunga e accesa. L’assessore Bottene ha illustrato parte della documentazione e sottolineato alcuni dei 15 macro punti, quali la migliore qualità del lavoro amministrativo, gli obiettivi definiti “molto sfidanti”, il miglioramento dei servizi e dei risultati finanziari. Tra gli obiettivi principali l’acquisto della sede, la cessione della partecipazione in Aemme Linea Distribuzione. Si sta valutando anche l’apertura delle farmacie comunali h.24, importante servizio in periodo Covid. La discussione si è aperta con un intervento forte del cons. Tarantola (Ricominciamo I.) che ha annunciato di abbandonare il Consiglio e di non seguire il seguito su Amaga per protestare “contro il ritardo con cui si discute oggi un documento pronto da novembre 2019, è una farsa. Per quanto riguarda gli obiettivi, si chiedeva una cosa e ne hanno fatta un’altra e si dicono soddisfatti”.  Dopo l’intervento di Serra (G.Misto) di sostegno ad Amaga, Cattoni (Cambiamo A.) ha invece criticato l’introduzione dell’ass. Bottene “che dopo aver detto che gli obiettivi del 2019 non sono stati raggiunti e sono stati riproposti, ci dice che dobbiamo essere soddisfatti. Dei 54 obiettivi solo 8 sono stati dichiarati raggiunti e parzialmente. Mi aspettavo un miglioramento ma la situazione è ancora disastrosa. Manca la comunicazione, non vengono fornite relazioni, le richieste vengono ignorate. C’era un progetto di fattibilità per l’illuminazione pubblica da fare in house, era tra gli obiettivi di Amaga ma non se n’è fatto nulla. Alle richieste del Comune, Amaga risponde che non lo fa e il Comune ripropone gli stessi obiettivi per l’anno dopo, obiettivi che rischiano di non essere mai raggiunti. Amaga va sostenuta e indirizzata ma non dando per buono quello che non viene fatto correttamente”. Lovati (Nai sindaco) ritiene che “la collaborazione tra Comune e Partecipate non dev’essere solo burocratica, ci vuole sinergia tra Amaga e la politica, una collaborazione realistica con meno obiettivi ma chiari e basati su fatti concreti per arrivare al raggiungimento”. Il sindaco Nai ha espresso “soddisfazione per gli obiettivi raggiunti, per un bilancio ora positivo, Amaga ha la possibilità di guardare al futuro e di acquistare la sede in cui svolge la sua attività. Io sono molto soddisfatto – ha ribadito più volte – nel 2017 dava preoccupazione, oggi sono davvero soddisfatto”. Ma il suo intervento non ha convinto per niente Denari (M5S) che ha detto: “Questa è una sceneggiata, una stucchevole rappresentazione, si fissano obiettivi che puntualmente vengono disattesi come ha rilevato la Corte dei Conti. Noi abbiamo presentato in giugno e in luglio interrogazioni con richiesta di risposta scritta, chiedevamo tra l’altro i nomi dei responsabili, domande scomode sul controllo analogo… il Comune ha il dovere di valutare i manager ed eventualmente di cambiarli se non funzionano, soprattutto in una gestione di monopolio in cui, per di più, gli obiettivi non vengono raggiunti”. Finiguerra (Cambiamo A.) ha detto che “ci vuole un bel coraggio da parte del sindaco  a dichiararsi soddisfatto. Lo invito a fare un giro in città per rendersi conto della soddisfazione dei cittadini e dello stato della città, del decoro e della pulizia. Ma forse è in una condizione scomoda essendo datore di lavoro di Amaga ma anche dipendente del suo presidente Bonasegale che è anche commissario di Forza Italia”. Subito dopo Bonasegale ha annunciato un intervento lungo e articolato. E’ partito dalla “logica del controllo analogo che chiede tra partecipate e amministrazione, collaborazione di controllo e verifica per obiettivi raggiunti e non. Obiettivi che necessitano di essere ricalcolati, quelli macro come potenziare le farmacie, sono fuori discussione. Si può dire tutto ma non che il sindaco manchi di autonomia, ad Amaga c’è un cda a cui non interessa se il presidente è Commissario di F.I. Siamo a un cambio epocale per Amaga, domani (29/9 n.d.r.) sarà pubblicato un bando per la manifestazione d’interesse  a rilevare le nostre quote in Ald che potrebbe portare qualche milione di euro da investire nel campo energetico, nostro vero core business. Una sfida per l’azienda a inserirsi in quanto previsto da Regione Lombardia, si assesterebbe definitivamente la situazione finanziaria di Amaga”. Un intervento che non ha rassicurato la minoranza, in 8 hanno votato contro, 11 i voti favorevoli della maggioranza a cui si è aggiunto Serra (G.Misto). E.G.

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