ABBIATEGRASSO – L’iniziativa indetta dall’assessore Bottene dal titolo: “Il commercio all’epoca del Coronavirus” risponde anche alla richiesta di Regione Lombardia che chiede a tutti gli enti locali del territorio lombardo di confrontarsi con le Camere di Commercio per interpretare e capire eventuali necessità ed esigenze conseguenti alla pandemia. L’ass. Bottene ha gestito l’incontro virtuale. Tiziana Losa che presiede la locale Confcommercio, pur invitando all’ottimismo, ha constatato che 3 mesi e mezzo di fermo non sarà recuperabile, “dal governo – ha detto – fatti concreti non sono ancora arrivati, chiediamo al Comune di considerare che molti di noi si trovano a far fronte a esigenze economiche insostenibili, tasse, costi di gestione. Chiediamo la possibilità di espandere all’esterno le attività, con la chiusura del centro”. La titolare dell’Enoteca Terzo Senso, una realtà che si era trasferita poco prima del lockdown, affrontando anche un ampliamento, ha raccontato di aver rinnovato il business con la consegna a domicilio gratuita, per conservare la relazione con i clienti, alternando l’attività in negozio al mattino con le consegne nel pomeriggio. Ha anche collaborato donando merce a diverse iniziative di solidarietà. Condivide la richiesta di spazi esterni in tutte le zone della città per favorire il distanziamento e tutte le attività. Continuerà con le consegne a domicilio e a commercializzare soprattutto i prodotti del territorio che ne raccontano la storia anche se intende privilegiare il contatto e la relazione. Interessante anche la testimonianza di Claudio di Keery Parrucchieri che ha ottimizzato la chiusura, ampliando l’attività, allestendo un “piccolo caffè per coccolare le clienti e ricevere e una zona dedicata alla cosmetica di alto livello. Ho cercato di dare tranquillità ai 6 dipendenti, ho fatto pervenire alle clienti i prodotti a domicilio…” Ha ricordato che il 90% delle imprese italiane sono micro e sono vessatissime, serve una semplificazione burocratica  a partire dagli uffici comunali per facilitare le imprese. Si è messo a disposizione per condividere quanto ha imparato da corsi di marketing e promozione, siti internet, vendite on line per essere visibili sul mercato e… dai propri errori. “I colossi online – ha affermato – fanno business facendo il corriere, dobbiamo riuscire a studiare simili dinamiche di acquisto online, Amazon è un corriere, non è un negozio, noi compriamo la consegna veloce non la qualità del prodotto. Noi abbiamo il privilegio del contatto diretto con le persone”. Paola che si occupa di toelettatura dei cani, attività chiusa nonostante gli animali non siano portatori e vittime del virus è “devastata economicamente” ma ha riaperto e con la ripresa ha molte richieste e spera in un recupero. Andrea, da 32 anni presente con  Fotoexpress, ha utilizzato questo periodo per il trasloco dell’attività. Ha anticipato un’iniziativa inedita che può essere d’aiuto agli esercenti locali che vorranno scontare il prezzo del parcheggio ai loro clienti, in base alla spesa. Iniziativa prevista da giugno che richiede un piccolo contributo mensile dei commercianti per pubblicizzare con vetrofanie e cartelloni. Giorgia del bar Suchende dice di aver tramutato la rabbia iniziale in qualcosa di utile, il suo bar è diventato punto di raccolta per la spesa distribuita dal Portico della solidarietà ma ha anche tenuto corsi on line come sommelier e la preparazione di piatti, iniziative risultate gradite alla clientela. Chiede l’utilizzo del plateatico ed eventi anche in periferia. Una richiesta condivisa anche da Pietro che si è rammaricato che non si sia usato prima l’incontro on line perché sarebbe stato di conforto. Gabriele di Aroma Caffè ha chiesto di velocizzare il più possibile le pratiche per utilizzare lo spazio esterno e auspica che il centro diventi pedonale. Gianni, istruttore di arti marziali, è costretto alla chiusura fino al 3 giugno, insegna da 8 anni e con i suoi ragazzi attende di ripartire ma essendo uno sport di contatto, sta studiando tecniche diverse di allenamento e propone per lo sport, l’utilizzo di grandi spazi all’aperto come lo stadio. Il titolare del bar Commercio di viale Mazzini, pur potendo rimanere aperto come tabaccheria, ha chiuso. “I miei genitori a gennaio sono tornati in Cina e pur essendo in una zona risparmiata dal virus mi hanno chiesto di chiudere. Sono stato però costretto a utilizzare il tempo di chiusura come ferie, lo impone il monopolio che chiede anche di farsi sostituire. Ho percepito finora 600 euro, continuo a pagare la dipendente”. Incisivo l’intervento di Brunella Agnelli, Segretario Ascom, che ha elencato i tanti motivi per cui in questo periodo ha soprattutto ‘perso tempo’. Tempo perso per leggere centinaia di pagine di decreti e ordinanze contraddittori, per incontri fatti per convenienza e per promuoversi ma privi di concretezza. Ha evidenziato che si dice di voler aiutare il commercio in difficoltà mentre si porta avanti il progetto del Parco Commerciale.  E’ poi intervenuto Il sindaco Nai che ha detto che con questo primo incontro l’Amministrazione vuole rendersi conto di quel che può fare, per prendere decisioni utili e rapidissime per il contributo del plateatico da ridurre, ripristinare la ztl utile a sfruttare di più gli spazi esterni pubblici  e che si  cercherà di agevolare tutti gli esercizi. L’ass. Bottene in chiusura ha ribadito la volontà di far partire gruppi di lavoro e ha riferito che l’Amministrazione sta valutando di aderire a una piattaforma con ticket virtuali per esempio per evitare code negli esercizi commerciali o negli studi medici. E.G.

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