ABBIATEGRASSO – Sabato 23 maggio il Partito Democratico abbiatense ha tenuto una conferenza stampa (in videoconferenza) per commentare e denunciare ciò che per loro pare essere emerso con chiarezza durante l’ultima settimana di lavoro del Consiglio comunale. Un tour de force non da poco per i consiglieri abbiatensi. Tre serate dedicate ad oltre 25 punti all’ordine del giorno.

“Si è svolto finalmente il Consiglio comunale di Abbiategrasso. 26 punti all’ordine del giorno suddivisi su tre serate in videoconferenza, frutto di ritardi prolungati e insistiti nella disponibilità a convocare la massima assemblea cittadina”. Il Pd, tramite i due consiglieri Graziella Cameroni ed Emanuele Granziero, oltre che al Segretario territoriale Andrea Gillerio, ha spiegato perché si sia arrivati in questa situazione: “E’ utile ricordare che prima del Covid tutto è stato paralizzato per i problemi interni alla maggioranza e i primi mesi dell’anno sono trascorsi senza convocazioni. Ora non interessa più a nessuno, ma tutto era bloccato per le convulsioni interne alla Lega di Abbiategrasso, con le note vicende legate al commissariamento della locale sezione di quel partito e alle successive dimissioni degli assessori alla sicurezza e all’ambiente. Dopo la pandemia quelle situazioni risaltano in tutta la loro risibile irrilevanza. Una città di oltre trentamila abitanti in ostaggio a piccole beghe interne di una formazione politica”. Gillerio ha spigato come in questi mesi di emergenza il partito non abbia voluto criticare eccessivamente l’operato dell’amministrazione, ma che presto torneranno ad esprimersi, proporre ed interpellare il sindaco e la sua maggioranza. Primo duro attacco è verso il presidente del consiglio: “Il presidente del Consiglio comunale Tagliabue ha mostrato di avere dimenticato la lezione avuta in occasione della discussione della mozione di sfiducia nei suoi confronti. Ha ripreso i suoi atteggiamenti da ‘sceriffo’, sprezzante del rispetto delle regole di convivenza all’interno di un’istituzione così importante. Clamorosa la sua pretesa di decidere modalità e forme delle interrogazioni consiliari, evidentemente imbarazzato e infastidito dalle domande puntuali e circostanziate che abbiamo rivolto. Una figura inadeguata che la sua maggioranza protegge per salvare sé stessa da un lacerante confronto interno che la farebbe a pezzi”. Parlando dell’amministrazione: “I punti affrontati in Consiglio hanno mostrato tutta l’approssimazione e l’improvvisazione della Giunta Nai, con la sola eccezione delle vicende che riguardano l’ambito ATS2, sulle quali il sindaco pare sempre sul pezzo”.  Sulla consulta per l’ospedale è incomprensibile il balletto del sindaco che dopo aver preteso di controllarla nominandosi presidente, ora la vuole lasciare al suo destino ma senza le idee chiare su come farsi sostituire”. “Sui trasporti locali si attende ancora di sentire la voce del nostro sindaco per protestare contro le condizioni impossibili offerte da Trenord per i numerosi cittadini che vanno a Milano per lavorare”.  Considerata lenta invece l’organizzazione per il contrasto al Coronavirus. Altrettanto dura è la conclusione del comunicato diramato: “La sintesi delle nostre valutazioni è quindi presto fatta. Invece di comportarsi come i padroni della fabbrica, i nostri amministratori dovrebbero concentrarsi maggiormente sulla gestione della città che temporaneamente gli è stata affidata dagli elettori e che sotto il loro controllo si sta rapidamente spegnendo e impoverendo”.  Luca Cianflone

 

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