ABBIATEGRASSO – Fa sempre un certo effetto sentire pronunciare il nome della propria o di una città conosciuta durante un servizio di Tg nazionale e leggerne sulle pagine dei quotidiani, tanto più se si tratta di cronaca nera e se riguarda dei ragazzi giovanissimi. È accaduto la scorsa settimana dopo il blitz mattiniero di martedì 5 marzo delle forze dell’ordine che hanno prelevato da casa ben 9 minori, parte di un branco accusato di diverse aggressioni. Dalla conferenza stampa al Comando Provinciale di Milano le comunicazioni ufficiali sull’operazione dei Carabinieri di Milano, in collaborazione con la Compagnia di Abbiategrasso, si è appreso il lungo elenco dei loro misfatti. Scorribande ad Abbiategrasso ma anche a Milano, dove in zona Navigli hanno aggredito e rapinato altri ragazzini. Non solo minacce ma vere e proprie aggressioni che hanno provocato lesioni in più occasioni ai malcapitati presi di mira dal branco che, una volta individuata la vittima, la circondavano, minacciavano, picchiavano. Una violenza inaudita e per pochi euro, come nel caso di due fratelli picchiati a sangue e derubati di quel che avevano in tasca. A un 35enne hanno rotto il setto nasale e lesionato la mascella “solo” per rubargli un cappellino di marca. Ispirandosi ai Latin Kings, una delle più feroci bande milanesi, tra luglio e novembre dello scorso anno molteplici reati vengono ora contestati loro dalle forze dell’ordine. Per i reati di percosse, minacce, lesioni, appropriazione indebita, rapina, estorsione, cinque di loro sono stati portati al  Beccaria, il carcere minorile di Milano, altri quattro sono stati invece affidati in comunità. I cinque al Beccaria sono tutti residenti ad Abbiategrasso, tranne i 2 gemelli L.P.e M.P del 2000, gli altri erano minorenni  quando hanno commesso i reati di cui sono accusati, A.C. del 2001, A.C. del 2002 e  J.B. del 2002. I quattro in comunità sono gli abbiatensi P.D. del 2001, M.D.del 2004, M.H.del 2003 di Corbetta e A.L. del 2001 di Milano. La baby gang non aggrediva solo coetanei, un ex professore incontrato nei pressi dell’oratorio dove era andato a prendere il figlio è stato minacciato e strattonato per strada, apostrofato con frasi come “pezzo di m. facevi il Totò Riina a scuola, adesso tira fuori i c… Vieni alle case popolari, là non ci sono telecamere e ti spacchiamo il c…”. Un giovane straniero invece è stato picchiato a sangue senza un motivo apparente. Questo e altri episodi simili, più volte riupetuti di botte, minacce, comportamenti criminali che inquietano ancora di più perché difficili da spiegare, una violenza gratuita, una ferocia che accomuna le baby gang in aumento, ragazzi o meglio bulli che alzano sempre di più l’asticella, che oltrepassano ogni limite, che si sentono forti e potenti solo in branco, perpetrando angherie su chi è indifeso. Ragazzi che frequentavano le scuole cittadine, saltuariamente e collezionando anche bocciature, ragazzi che dimostrano quanto anche il tessuto sociale che ci circonda sia degradato. Una situazione preoccupante che ci riguarda tutti, che parla di famiglie che non sanno più educare al rispetto, che non costituiscono più un punto di riferimento per i più giovani e fragili, famiglie in cui spesso i modelli comportamentali sono negativi e gli stessi adulti avrebbero bisogno di supporti positivi. Per questo anche  gli sforzi della scuola e delle forze dell’ordine non bastano, serve che tutti ci sentiamo impegnati ad essere adulti educatori, che nessuno si giri indifferente dall’altra parte, siamo tutti chiamati a dare e pretendere rispetto e attenzione, l’alternativa è vivere nella paura, magari girare armati e far aumentare una spirale di violenza che ci distrugge. E.G.

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