ABBIATEGRASSO – A Marco Bonfiglio, ultramaratoneta abbiatense, vincitore di importanti competizioni ad altissimo livello di difficoltà, ma soprattutto appassionato di questo sport, che pratica da atleta amatoriale, è costata sei mesi di squalifica la leggerezza di non aver comunicato l’utilizzo di un farmaco assunto a fini terapeutici prima di una gara. Nei primi giorni di novembre 2018, infatti, come un fulmine a ciel sereno era giunta in città la notizia che il giovane atleta era stato sospeso dall’attività federale in via cautelare perché risultato positivo ad un controllo antidoping, dopo aver partecipato alla terza edizione della “Ticino Ecomarathon-Ultramarathon” svoltasi a Pavia a metà ottobre dello scorso anno. Grande il suo dispiacere per quell’ingenuità commessa in buona fede per colpevole ignoranza della normativa, unito al timore che quel fatto potesse far dubitare della sua sportività. A fugare questi dubbi è arrivata nei giorni scorsi la sentenza. La pratica ha seguito, infatti, il suo iter nelle opportune sedi, dove è stata riconosciuta “la non premeditazione, il non voler alterare la prestazione sportiva”. A metà febbraio la Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping ha comunicato la pena da scontare giustamente per l’errore commesso riguardo alla mancata comunicazione dell’utilizzo del farmaco, assunto su prescrizione medica nell’ambito di una cura per motivi di salute. Marco Bonfiglio dovrà stare lontano dalle competizioni fino al mese di giugno, quando potrà tornare a gareggiare, ma chi lo conosce è sicuro che non smetterà un giorno di rincorrere la sua grande passione. M.B.

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