ABBIATEGRASSO – Il Lirico di Magenta venerdì sera, 18 gennaio, straripava di spettatori accorsi a sostenere il meritevole progetto “Dopo di noi con noi”, per contribuire a pagare il mutuo dell’opera edilizia, realizzata in strada Cassinetta, destinata a residenza per disabili adulti. Una serata musicale attraente più che mai in quanto “omaggio” a De Andrè a 20 anni dalla sua scomparsa. “Libera Interpretazione” ha riproposto lo storico tour del grande cantautore con la Premiata Forneria Marconi. Un evento che 40 anni fa fece scalpore, l’incontro di un cantautore impegnato, minimalista come De Andrè con un gruppo rock. Fabrizio, antiborghese e spirito libero che amava le sfide, accettò e ne uscì un’esperienza che arricchì tutti e regalò anche un album con quella versione “scatenata” de Il Pescatore che venerdì sera cantavano anche gli spettatori. L’apertura come annunciato è stata di Michele Carini, giovane musicista molto conosciuto e legato in modo particolare proprio a De Andrè, soprattutto al figlio Cristiano con cui ha suonato e cantato già nel 2011 al Lingotto di Torino aprendo un Congresso Nazionale di Medici Pediatri in cui si parlava anche di autismo. Ricordiamo che pochi giorni prima era stato invitato in Gallura a casa di Fabrizio a provare i pezzi che insieme, lui e Cristiano, avrebbero suonato al Lingotto. Michele ha suonato pezzi di De Andrè anche a Siziano nell’indimenticabile serata con Vittorio De Scalzi. Venerdì avrebbe dovuto proporre tre brani con il suo maestro Lele Battista che purtroppo si è ammalato, nonostante ciò ha affrontato comunque con la solita verve il palcoscenico insieme a Tiberio Preialmini, voce e chitarra del gruppo “Libera Interpretazione”, cantando e suonando due pezzi impegnativi come “Canto del servo pastore” e “Titti”, dimostrando ancora una volta la sua sensibilità e bravura. Bravissimi, anche se un poco penalizzati dal volume dei bassi che sovrastavano le voci, gli elementi di “Libera Interpretazione” che hanno accompagnato gli entusiasti spettatori lungo il percorso musicale e di vita di Fabrizio De Andrè, poeta degli umili, dissacrante, con ballate minimaliste che dopo l’incontro con la PFM si sono arricchite anche musicalmente, aggiungendo alla forza delle parole, la forza della musica. E.G.

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