ABBIATEGRASSO – Il racconto del gruppo di abbiatensi dell’associazione Abbiateinbici: “Manca ancora parecchio all’alba ma siamo già pronti, nonostante l’ ora, a partire per un fine settimana in Alto Adige. I bagagli vengono caricati sul pullman e le biciclette sull’apposito carrello. Raggiungiamo prima Albairate e poi Settimo per recuperare altri partecipanti: il gruppo Abbiateinbici – FIAB ora è al completo. A metà mattina breve sosta per la colazione in autostrada e verso le 11.30 arriviamo alla meta: il lago di Braies. Capiamo subito perché viene chiamato “la perla tra i laghi alpini”: il paesaggio è così bello da togliere il fiato. Notiamo varie locandine, informano i turisti che proprio qui è stata girata la fortunata serie televisiva “Un passo dal cielo”, ma più che vicini al cielo ci sentiamo in un vero paradiso. Le foto si sprecano per catturare i colori e gli scorci del lago più belli mentre ne percorriamo una sponda per raggiungere, parecchio più in alto, un rifugio che ci ospiterà per il pranzo. Ci attende un’ottima polenta con gulash di cervo che consumiamo circondati da prati dove pascolano tranquille mucche a pelo lungo e dalle lunghe corna. Tornati al lago, lo costeggiamo sull’ altra sponda, quindi, raggiunto il pullman, scarichiamo le bici e iniziamo la pedalata. Lungo la ciclabile della Val Ferrera e della val Pusteria dobbiamo raggiungere Dobbiaco dove arriviamo verso le 18. Il paese è un luogo tranquillo, pulito e ordinato, e scopriamo che proprio in questi giorni ospita una gara di cori giunti da tutta l’ Italia, isole comprese. Una cena a base di prodotti locali conclude la giornata. Sabato, dopo un’ abbondante colazione siamo di nuovo in sella alle nostre biciclette. Destinazione Cortina. Un sole caldo e un cielo sereno ci accompagnano lungo il percorso. Quest’ultimo è un po’ impegnativo fino al passo Cimabanche a quota m. 1529. Pedalando sul tracciato dell’ ex linea ferroviaria che collegava Dobbiaco a Cortina d’Ampezzo costeggiamo il lago di Dobbiaco e facciamo una sosta presso il cimitero della Grande Guerra, dove riposano le spoglie di circa 1.300 caduti delle varie nazioni che componevano l’ Impero Austro- Ungarico. Raggiungiamo ed ammiriamo il lago di Landro, nel Parco naturale Dolomiti di Sesto. Sulle sponde un cippo ricorda la teleferica che nella I guerra mondiale portava i rifornimenti alle postazioni sul Monte Piana. Dopo le foto di rito riprendiamo a pedalare verso il passo. Condividiamo la salita con decine e decine di “maratoneti della montagna” impegnati in una competizione che li mette a dura prova. Partiti la sera precedente alle 23 devono coprire un percorso di … 120 Km! Ve ne sono di tutte le nazionalità, camminano senza sosta, apparentemente per nulla affaticati, ma un paio ironicamente ci chiedono uno strappo…Ammiriamo la loro forza di volontà e questo ci sprona a non pensare alla fatica, la nostra.  Dal passo, una lunghissima discesa tra panorami incantevoli ci consente di giungere a Cortina. Caricate le bici, pranziamo, poi in bus proseguiamo fino al lago di Misurina e da qui arriviamo al Rifugio Auronzo. Prima di affrontare la salita, che metterà a dura prova anche il pullman, sostiamo in un parcheggio per sganciare il carrello con le bici, ma …. colpo di scena: uno dei nostri, superallenato e temerario decide di raggiungere il rifugio pedalando! Ha tutta la nostra ammirazione e il nostro sostegno, poiché il dislivello è davvero notevole. Al rifugio ci attendono le Tre cime di Lavaredo in tutta la loro imponenza e ci sentiamo piccoli piccoli. Cominciamo la nostra arrampicata fino alla fine della salita, da dove scorgiamo il rifugio Locatelli. Sarebbe bello raggiungerlo, ma il tempo stringe e il cielo si sta rannuvolando. Lungo la discesa incontriamo alcune marmotte per nulla impaurite della nostra presenza. Giunti al parcheggio per recuperare il carrello con le bici scopriamo che il nostro amico è arrivato prima di noi: ha raggiunto il rifugio Auronzo in un’ ora e mezza (foto canta), poi in 15 minuti ha coperto il ritorno. Parecchi di noi decidono di rientrare a Dobbiaco in bicicletta, ci rivedremo a cena.

Domenica. Questa mattina dovremmo raggiungere Lienz sulla famosa ciclabile della Drava, ma una pioggia battente, che ci dà il buongiorno, ci costringe a un cambio di programma. Nell’attesa di decidere il da farsi le bici vengono caricate sul carrello. Le previsioni meteo della giornata non promettono nulla di buono, ma non vorremmo rinunciare ad un’ultima pedalata, così si suggerisce di raggiungere Peschiera in bus e di percorrere la ciclabile fino a Mantova. Proposta accettata. Saliti sul pullman lasciamo Dobbiaco sotto un acquazzone terribile. Lungo la statale rimaniamo imbottigliati in un traffico insolito per circa due ore senza scoprirne il motivo; di questo passo quando arriveremo a Peschiera? Repentino ed ulteriore cambio di programma: poiché la pioggia è cessata, nei pressi di Vandoies ci fermiamo, scarichiamo le bici e imbocchiamo la pista ciclabile che, passando da Bressanone , ci condurrà a Chiusa. Pedaliamo al fresco tra vigneti e meleti costeggiando il fiume Isarco ed attraversiamo paesini tranquilli. Nel tratto finale del tragitto una frana ci costringe a una deviazione poichè la sera precedente una bomba d’ acqua è caduta sulla zona portando chicchi di grandine grossi come palline da ping pong e causando vari danni alle coltivazioni. Ormai la meta è vicinissima e terminiamo la pedalata sotto un cielo tornato sgombro di nubi. È ora di ripartire alla volta di casa, soddisfatti per aver goduto di tante bellezze e per averle condivise con tanti amici. Un grosso grazie va a Franco, l’organizzatore di questo splendido fine settimana, e a tutti coloro che si sono prodigati per rendere speciale questa pedalata. Abbiateinbici”.

 

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