MAGENTA – “Un’iniziativa di cui si sentiva un gran bisogno – ha esordito il sindaco Marco Invernizzi durante la presentazione dell’iniziativa a Casa Giacobbe – un progetto di crescita della città, perché una città cresce quando cresce il livello dei suoi cittadini grazie a una cultura di buon livello diffusa sul territorio. La politica deve portare al miglioramento della società, questo il suo scopo finale. Viviamo un momento epocale, famiglie separate, multiculturali, il rapporto tra individuo e tecnologia…complessità straordinarie che stanno mettendo tutti in grande difficoltà. E’ grave e preoccupante che famiglia e scuola non siano più alleate, i genitori prendono le difese dei figli e arrivano a minacciare gli insegnanti. La cultura è l’elemento prioritario di crescita, per questo abbiamo accettato con entusiasmo la proposta dell’Università della Famiglia, in ca. 6 mesi abbiamo portato avanti questo progetto, più che con la logica con il cuore che è la benzina più potente”. Maria Rita Parsi, un’eccellenza italiana, psicoterapeuta, giornalista, rappresentante all’Onu per i diritti dei fanciulli, ha spiegato che “L’Università della Famiglia è un progetto antico che nasce dai corsi per genitori che da 25 anni teniamo in diverse regioni. Un progetto culturale del Movimento Bambino Onlus ora Fondazione Fabbrica della Pace. Partendo da un uomo, il Papa, che la pace la vuole e punta il dito verso chi non la vuole, abbiamo fatto un decalogo della Pace in 10 punti, uno di questi è che la pace si costruisce nel grembo materno perché il primo luogo è la famiglia. Le chiacchiere dei potenti hanno stufato tutti. Dobbiamo prendere atto che la prima agenzia educativa è la famiglia dove si impara come comunicare, se dialogare intorno a un tavolo per stare bene invece di distruggere. Famiglia e scuola devono essere il luogo di conciliazione tra funzione genitoriale ed educativa. Le 41.000 scuole italiane devono diventare centri aperti…ma c’è ora il gap virtuale che rischia di cancellare entrambe le agenzie educative perchè sempre più collegati ai mezzi informatici, occorre prevenire e non intervenire solo quando le situazioni esplodono…L’Università della Famiglia vuol aiutare a capire come sta cambiando la famiglia, le nuove famiglie allargate, monoparentali, omogenitoriali, multiculturali…” Per questo vengono proposte 120 ore di formazione per 4 anni come ha anticipato la dott. Cristiana Clementi, vicepresidente e coordinatore del progetto, le lezioni si terranno in teatro e a Casa Giacobbe un week end al mese, di sabato e domenica mattina. Il sabato pomeriggio saranno proposti laboratori esperienziali e seminari. il primo anno avrà come focus ‘la mia famiglia’ per conseguire una migliore consapevolezza della gestione emotivo relazionale anche all’interno del proprio nucleo. Fanno parte del team come coordinatore dei docenti di Milano, il dott. Massimo d’Amelio e la coordinatrice dei docenti di Roma, la dott. Angela Gangeri. Questa Università è un’opportunità per tutto il territorio, alle lezioni potranno partecipare fino a 450 persone, quante ne può ospitare il teatro mentre i laboratori si terranno in piccoli gruppi a Casa Giacobbe, per le iscrizioni seguiranno attraverso il sito e la stampa, le indicazioni per i versamenti. I corsi sono accreditati Miur e i docenti potranno utilizzare il bonus annuale per formazione e aggiornamento. L’Università della Famiglia è aperta a tutti, non solo ad operatori come assistenti sociali e docenti ma a genitori, nonni, a chiunque è interessato a trovare risposte a un malessere che a volte non siamo neanche in  grado di esprimere ma che, in tanti, insieme e grazie a  Maria Rita Parsi e a professionisti qualificati, possiamo affrontare. Enrica Galeazzi

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