ABBIATENSE – Giovedì mattina il Comitato del Sì alla strada si è mobilitato per far sentire la voce, ritenuta secondo i sondaggi, quella della maggioranza dei cittadini, nonostante i molti interventi dei contrari No Tang. Trattori, striscioni, volantini distribuiti agli automobilisti in coda al semaforo, persino caramelle e cioccolatini, per addolcire il “viaggio” verso Milano che comporta, soprattutto per chi proviene da Vigevano, tempi lunghi e percorrere una strada pericolosa come testimonia uno degli intervenuti, da 40 anni presente sulla strada con la sua attività. Si tratta di Renato Schiavolin, titolare della Caravan Schiavolin: “Da 40 anni la mia attività ha sede lungo la Vigevanese, dopo i primi 15 anni sono stato costretto a spostarmi al di qua del ponte sul Ticino perché, a causa delle lunghe code per il suo attraversamento, mi sono reso conto che perdevo i clienti che venivano da Milano. Le problematiche di questa strada le conosco molto bene, la nuova strada serve per salvare Vigevano e la Lomellina e per scongiurare i troppi incidenti anche mortali causati da quattro curve particolarmente pericolose. Chi abita al di là del ponte fino a pochi anni fa in molti momenti della giornata ci metteva fino a un’ora e mezza per fare pochi km e arrivare ad Abbiategrasso. Ora ci mette un po’ meno, perché molte fabbriche hanno chiuso, ca. un’ora nei momenti di maggior traffico, tempi sempre troppo lunghi che hanno convinto diverse riserie e altre imprese della Lomellina e del Vercellese a fare più chilometri ma a scegliere altre strade per accorciare i tempi. Più consumo di carburanti quindi, maggiore inquinamento e spesa ma compensata da tempi di trasporto più rapidi e quindi meno costosi per raggiungere Milano e gli accessi autostradali, condannando però questo territorio a impoverirsi”. Tra i presenti provenienti da Vigevano e da tutto l’abbiatense, anche marito e moglie i signori Lunardi della R.E.LO, azienda di Cassinetta di Lugagnano, che si sono fermati durante il presidio a testimoniare “l’importanza di questa strada perché l’abbiatense sta morendo, i romani prima costruivano le strade, posizionavano i loro castrum….- afferma la signora Lunardi – qui ora ci sono molti cadaveri di aziende e altre chiuderanno se non ci saranno infrastrutture adeguate”. Tante le testimonianze e tutte favorevoli all’infrastruttura, la scelta del giorno del presidio stradale da parte del Comitato del Sì non è stata casuale, per l’indomani infatti, venerdì 11 settembre, era fissato l’incontro tra i sindaci dei comuni coinvolti nel progetto della nuova strada che dal nuovo ponte di Vigevano dovrebbe congiungersi con il tratto già realizzato che da Magenta porta a Malpensa e l’Anas, braccio operativo del Ministero delle Infrastrutture, delegato dai politici ad incontrare i rappresentanti del territorio. I volantini distribuiti da volontari, politici tra cui il vicesindaco di Ozzero Malvezzi e il consigliere Ceretti di Abbiategrasso, oltre a diversi componenti del Comitato a favore della strada, spiegavano sinteticamente così le motivazioni: “Diciamo Sì alla nuova strada, diciamo No alle code, No a quegli agricoltori contrari solo per motivi personali, No a vanificare 50 milioni di euro pubblici spesi per il nuovo ponte sul Ticino, inutile senza la strada. No alla menzogna che distruggerebbe il territorio. La nuova strada significa dire Sì allo SVILUPPO, le Infrastrutture sono indispensabili all’industria che è la più importante fonte di lavoro”. E.G.

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