GAGGIANO – Dopo lo shock dell’attentato rivendicato dallo Stato Islamico che ha causato la strage con 21 vittime e 45 feriti al museo del Bardo di Tunisi del 18 marzo, un altro shock il 20 maggio successivo quando si è saputo dell’arresto a Gaggiano di un giovane 22enne marocchino, ritenuto uno degli esecutori materiali della strage. La notizia non poteva lasciare indifferenti e non acuire il senso di insicurezza e pericolo in un periodo storico in cui ci si scopre sempre più indifesi e minacciati da forze difficili da contrastare e riconoscere, che scopri possano essere anche vicino a casa. Ma a Gaggiano non solo la madre di Touil aveva subito scagionato il figlio assicurando che in quei giorni viveva con lei in Italia, testimonianza confermata dall’insegnante di italiano che aveva appurato la presenza del ragazzo a lezione e che quindi essendo a Trezzano sul Naviglio non poteva essere contemporaneamente a Tunisi. Il ragazzo è stato portato nel carcere di massima sicurezza di Opera mentre le autorità tunisine ne chiedevano l’estradizione perché accusato di terrorismo e strage, reati per cui in quel Paese è prevista la pena di morte. Proprio per questo le autorità italiane hanno rifiutato l’estradizione e ora, dopo più di 5 mesi, le indagini dei magistrati milanesi hanno smontato le accuse della polizia tunisina e accertato che Touil aveva detto la verità: aveva pagato il viaggio con la cessione del cellulare e del passaporto. Lo stesso cellulare con cui aveva chiamato lo scafista che era anche un sospetto terrorista, e che poi era stato usato da un membro del commando responsabile della strage. Per il giovane Touil è stata chiesta l’archiviazione ma essendo un immigrato irregolare dovrà essere espulso e tornare in Marocco. Dal carcere di Opera è stato trasferito al CIE di Torino, Centro di identificazione ed espulsione dei clandestini, nonostante sperasse di tornare dalla madre a Gaggiano, meta per cui aveva sfidato i pericoli del mare, in balia degli scafisti, sbarcando in Sicilia. Il previsto rimpatrio in Marocco, Paese che potrebbe cedere alle richieste di estradizione della Tunisia che, se ancora lo considera colpevole, lo potrebbe processare e condannare a morte, risulta un pericolo reale. Il ragazzo secondo quanto hanno riferito i suoi legali è molto dimagrito, da sempre si dichiara innocente, è molto provato psicologicamente, in balia di un destino che gli ha riservato a soli 22 anni una prova terribile, doversi difendere dall’accusa di strage forse anche dopo che gli inquirenti italiani hanno appurato la sua innocenza. Le ultime notizie dicono che è stata momentaneamente sospesa l’espulsione e che il giovane Touil è potuto tornare a casa della madre a Gaggiano, ma è molto provato anche fisicamente. E.G.

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