ABBIATEGRASSO – Tra le numerose iniziative dedicate alla “Giornata della Memoria”, si colloca con grande successo lo spettacolo teatrale “Il cuore pensante” messo in scena dalla Compagnia “Wip” composta dagli alunni dell’Istituto Superiore Bachelet sotto la direzione del regista Maurizio Brandalese. L’evento ha avuto luogo presso il Teatro al Corso in San Pietro nella giornata di mercoledì 31 gennaio, in mattinata dedicato alle scuole medie e superiori, di sera aperto alla cittadinanza. Lo spettacolo si ispira alle testimonianze del diario di Etty Hillesum, una donna ebrea morta nel campo di concentramento di Auschwitz, la cui storia si distingue dalle altre poiché, in un contesto così drammatico e disperato, Etty riesce a trovare la speranza anche laddove sembra che tutto sia perduto. “L’idea di ispirarsi al libro di Etty è venuta dal professor Mereghetti, che ringrazio. È stato un lavoro intenso e faticoso riportare una storia intensa e tragica come quella di Etty, basata su flussi di coscienza interni, è stato complicato ma unico – spiega il regista, Maurizio Brandalese – E’ importante fare questo tipo di teatro con dei ragazzi così giovani, perché loro sono gli unici che porteranno avanti la testimonianza dell’Olocausto. E non tutte le storie devono essere per forza drammatiche, possono esprimere anche la gioia di vivere, come quella di Etty”. Lo spettacolo, caratterizzato da due linee narrative parallele, ha esplicitato la storia di alcuni studenti che, affascinati dal diario di Etty, hanno ripercorso extra diegeticamente la sua storia. L’altra linea narrativa invece era ispirata dalle testimonianze dirette di Etty tratte dal libro, ma anche dalle riflessioni dei soldati SS, grazie alla commistione tra il testo della Hillesum e il libro“Il Processo” di Peter Weiss. Un’interpretazione intensa e drammatica quella dei ventisette ragazzi del Bachelet, che si sono destreggiati abilmente tra le riflessioni a mente lucida di Etty, le azioni delle esecuzioni fredde delle SS, le scene di climax estremamente tragico, rendendo perfettamente la storia di speranza che Etty voleva trasmettere. Decisivo anche il ruolo delle musiche all’interno della pièce teatrale, le canzoni rock contemporanee sono in realtà perfettamente inglobate nello spettacolo, poiché alludono simbolicamente al personaggio “fuori dalle righe” che la stessa Etty rappresenta nel suo tempo. Etty lasciò un ultimo biglietto, prima di essere deportata, con la scritta “abbiamo lasciato il campo cantando”, a queste parole si è ispirato il regista per il finale dello spettacolo, caratterizzato dall’intervento di un coro, diretto dalla professoressa Capozza, che ha intonato un pezzo dei Dream Theather, lasciando così il pubblico “cantando…”. La storia di un’eroina sopra le righe, fra i molti eroi dell’Olocausto che salvarono migliaia di ebrei, anche Etty a modo suo salvò i suoi compagni diffondendo la speranza agli altri deportati. Un ringraziamento agli alunni del Bachelet che hanno interpretato in modo impeccabile una delle testimonianze più belle della storia dell’Olocausto.

Ilaria Scarcella

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