ABBIATEGRASSO – Tra non molto in alcuni punti strategici e accanto ai più importanti monumenti, ci saranno cartelli con un quadrato a fondo bianco che contiene diversi segni neri, disegni di uguali dimensioni ma sempre un po’ diversi, illeggibili ai nostri occhi ma facilmente decifrabili dal telefono cellulare o dallo smartphone con un apposito programma. Questo piccolo ‘modulo’ si chiama Qrcode  da Quick Reponse ossia ‘risposta rapida’ e contiene le informazioni riferite a un monumento, a un evento o a qualsivoglia argomento. Se inquadrati col cellulare permettono di accedere a siti Web, a video online, a molteplici informazioni in modo immediato. Sono un’evoluzione del codice a barre, quello che viene scansionato alla cassa del supermercato,  dall’involucro,  per identificare i prodotti che acquistiamo ed il loro prezzo. I Qrcode sono utilizzati già da decenni negli Usa come in Giappone e sono in continua evoluzione come tutto il settore informatico. Si tratta di un codice a barre bidimensionale (o codice 2D) ossia a matrice, composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema di forma quadrata. In un solo crittogramma possono essere contenuti fino a 7.089 caratteri numerici o 4.296 alfanumerici. Genericamente il formato matriciale è di 29×29 quadratini e contiene 48 alfanumerici. Esistono anche alcune app per smartphone capaci di generare codici QR oltre che di effettuarne la scansione. Il codice serve per permettere una rapida decodifica del suo contenuto. L’idea di dotare Abbiategrasso di QRcode è venuta  al Club abbiatense che ha presentato con entusiasmo la proposta all’Amministrazione comunale che l’ha ritenuta utile per meglio accogliere, orientare e far conoscere ai visitatori attraverso le bellezze architettoniche la storia della nostra città. La prossima primavera sarà possibile quindi accedere immediatamente a preziose informazioni mentre, davanti all’Annunciata,  alla basilica Santa Maria Nuova, a San Bernardino, al Castello Visconteo, all’Istituto Golgi, in piazza Marconi,  inquadriamo un QRcode che ce li racconta. E.G.

 

 

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