VERMEZZO – Sulla questione del rimborso Tari, era intervenuto due settimane fa anche il gruppo di opposizione Viviamo Vermezzo, che aveva dichiarato: “Circa 800 comuni hanno erroneamente calcolato l’importo della Tassa Rifiuti dal 2014 ad oggi per la quota variabile delle pertinenze (box, scantinati, soffitte etc); il Comune di Vermezzo è tra questi. I cittadini che controllando il prospetto di calcolo vedono la parte variabile, cioè il numero dei componenti il nucleo famigliare, moltiplicato non solo una volta per l’abitazione principale ma anche per le pertinenze hanno diritto a richiedere il rimborso. Le modalità di rimborso e di calcolo per sanare l’errore sono però ancora in via di definizione da parte del Ministero dell’Economia e Finanza”. Il Movimento 5 Stelle di Vermezzo ha riassunto quanto accaduto: “Proviamo a fare un po’ di chiarezza. Il 20 novembre il Ministero delle Economie e delle Finanze emette una circolare con cui precisa in maniera inequivocabile che i comuni che a partire dal 2014, anno in cui è stata istituita la Tari (Tassa sui rifiuti), hanno applicato la quota variabile anche alle pertinenze (per intenderci box, cantine, ecc) oltre che alla abitazione, hanno commesso un ERRORE. In parole semplici, la quota fissa dipende da superficie e numero nucleo familiare, mentre la quota variabile da vari fattori ma non può essere applicata due volte cioè sia all’abitazione che alle pertinenze, bensì una volta sola sommando i metri della casa a quelli delle pertinenze. Inutile dire che se nel nostro Paese di si applicasse ovunque la Tariffa Puntuale (cioè il sistema per cui si paga solo per i rifiuti che si producono) questo errore non si sarebbe neppure generato, ma tant’è… a parte qualche nobile caso, è ancora una chimera! L’errore dunque ha prodotto tariffe molto più alte di quelle che i cittadini (solo coloro che hanno oltre all’abitazione anche le pertinenze) avrebbero dovuto pagare e ora i comuni devono rimborsare. Starà all’Amministrazione Comunale fare chiarezza appena avrà gli elementi.  Nel nostro piccolo territorio abbiamo osservato due diverse amministrazioni con due differenti atteggiamenti. Da una parte Vermezzo che con un comunicato pubblico ha ammesso di aver commesso l’errore e dall’altra Zelo Surrigone che, come è uso recentemente, pare non abbia fatto alcuna dichiarazione in merito e i cittadini ancora non sanno se hanno o meno pagato più tassa sui rifiuti di quanto avrebbero dovuto… si attende chiarezza.
In entrambi i casi, però, il problema ora è come chiedere il rimborso. Ad onor del vero esiste un modulo di richiesta, ma prevede che il cittadino faccia da sé il calcolo dell’eccedenza per gli anni 2014, 2015, 2016 e 2017 e la cosa non è semplicissima. Mica vorremo chiedere ai poveri cittadini, che già hanno pagato più del dovuto, di rivolgersi a pagamento a professionisti o Caf per l’elaborazione del calcolo? Sarebbe una beffa oltre che un’ingiustizia inaccettabile. – sottolineano i pentastellati – I Comuni che hanno commesso l’errore non solo sono tenuti ad informare i cittadini, ma DEVONO anche FARSI CARICO DI AGEVOLARE IL RIMBORSO… questo richiede il buon senso ad un’amministrazione trasparente e al servizio del cittadino. Allora proviamo noi a fare una proposta. I comuni di Vermezzo e di Zelo Surrigone potrebbero aprire l’ufficio Tributi in orari specifici settimanali e offrire un servizio di consulenza al calcolo e alla compilazione del modulo di richiesta di rimborso. Un gesto semplice ma risolutivo che consentirebbe ai cittadini di ottenere quanto gli è dovuto entro i termini di legge (non dimentichiamo che la richiesta va inoltrata entro 5 anni dal pagamento, quindi per il 2014 entro il 2019 e così via). Sindaci di Vermezzo e Zelo… un po’ di buona volontà!” concludono gli attivisti 5 Stelle invitando i Comuni ad agevolare così i cittadini.

 

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