ABBIATEGRASSO – Sabato 18 l’associazione MiMoAl dei pendolari della nostra linea ferroviaria Milano-Mortara ha festeggiato il suo 5° compleanno presso la Rinascita con un interessante e approfondito dibattito con relatori competenti, quali Franco Aggio presidente MiMoAl, Luca Candido esperto anche di trasporto pubblico europeo, Adriano Coscia del sindacato OR.Sa Lombardia, Andrea Mazzucotelli del Comitato Viaggiatori di Saronno.

Il conduttore Paolo Barni, giornalista, ha chiesto loro di fare il punto della situazione. Franco Aggio ha riferito che recentemente il numero degli utenti è tornato all’80% rispetto al pre-Covid. Se a maggio erano 400.000 i passeggeri che utilizzano ogni giorno Trenord, oggi sono oltre 600.000, ma Regione Lombardia invece di migliorare il servizio prevede ulteriori tagli, motivati dall’aumento dei costi energetici, essendo i treni molto energivori. Non un potenziamento ma tagli, quindi, anche se lo smart working è ufficialmente terminato. Il 20% non recuperato non viaggia più in treno anche a causa dei disservizi.

Adriano Coscia, pur riconoscendo che la pandemia ha lasciato conseguenze, ritiene che, anche se solo in parte, lo smart working sarà probabilmente ancora utilizzato dalle aziende per ridurre le spese di riscaldamento in ufficio. Quindi, ha sostenuto, forse è complicato tornare agli 800.000 viaggiatori del 2019 ma c’è necessità di usare il treno come mezzo di trasporto per ridurre i gas, ed è necessario cambiare la mobilità, ma Trenord non ha fatto nulla per migliorare il servizio. I problemi sono gli stessi di sempre, il principale è quello della manutenzione, mai affrontato, anche se più che segnalato dal 2012.

Si utilizzano alibi per nascondere problemi aziendali che sono la mancanza di manutenzione e di organizzazione. Occorre rimodulare l’offerta e riorganizzare il servizio pubblico. Una serie di elementi di cui dolersi sono stati poi citati da Andrea Mazzucotelli, quali la serie di soppressioni di corse, le affermazioni di figure apicali di Trenord che ‘svalutano il loro prodotto’, la miopia del considerare la sola utenza pendolare e non la nuova domanda di mobilità, che richiede altri treni non soppressioni. C’è un potenziale anche di sera, molti si spostano su Milano e potrebbero utilizzare il treno. Luca Candido ha citato alcuni interessanti esempi non italiani. Il Canton Ticino ha aumentato parecchio i numeri rispetto al pre-Covid, ha aperto una galleria dimezzando i tempi tra Bellinzona e Lugano e ha raddoppiato la frequenza delle corse. In Italia invece il trasporto pubblico si ritiene che ‘sposta i poveri’. Il trasporto pubblico italiano è ancora da costruire, non c’è una rete, non c’è un trasporto pubblico serale, anzi si sta smantellando quello che c’era.

Alla domanda del conduttore se ‘Trenord è gestita male’, Luca Candido ha risposto: “E’ una gestione pubblico-privato che non si capisce bene, sembra essere più un’azienda che fa il privato con soldi pubblici, un privato però ci tiene a far funzionare la sua azienda…E’ stata scelta l’operazione Trenord come modello con obiettivi di sviluppo. Regione Lombardia ha un servizio ferroviario medio-buono a livello europeo, un sistema strutturato su 3 livelli: suburbano, regionale e regio-express. Interessante l’esempio tedesco del land Baden Wurttenberg che ha creato un’autorità di bacino che coordina il trasporto pubblico e mette a gara il servizio integrato treno-autobus. Chi vince l’appalto deve rispettare il contratto, emette un unico biglietto integrato. Le aziende private vengono sistematicamente controllate dalla stazione appaltante. I treni della nostra linea sono vecchi, di qualità scarsa, è un servizio che va sgretolandosi, l’azienda non pubblica il bilancio, Trenord è un’azienda ‘controllata’ da Regione Lombardia che è ente regolatore e proprietario, una situazione ibrida non consona al regolamento europeo, bisogna uscire da questa ambiguità”. Il rappresentante sindacale ha aggiunto che Trenord non ha funzionato, nonostante le buone premesse, occorre un ente regolatore e un piano di sinergia e integrazione tra ferro e gomma.

Franco Aggio ritiene che sia ‘possibile far funzionare Trenord’. I dati scoperti durante un recente lavoro di ricerca di MiMoAl evidenziano un ulteriore peggioramento in atto dal 2018 e il presidente chiede come mai sulla linea Milano-Porto Ceresio, così come nel varesotto e nel bergamasco, vengono sostituiti treni di soli 5 anni e non quelli della nostra linea che ne hanno più di 40. Trenord, chiede, ha la libertà di gestire o è la Regione che la controlla che dà linee ben precise e favorisce alcune linee penalizzandone altre? E.G.   

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