ABBIATEGRASSO – Molti ciclisti, come è risultato da un censimento serale effettuato dai volontari dell’ associazione “FIAB-Abbiateinbici”, sottovalutano la necessità di dotare la propria bicicletta di un impianto luci funzionante. Meno del 10% dei ciclisti di passaggio aveva la luce accesa e oltre il 50% ne era del tutto sprovvisto. Il Codice della Strada, a tale proposito, detta norme precise in merito ai dispositivi di segnalazione visiva dei velocipedi (artt. 68, 69 C.s.) tra i quali si elencano le caratteristiche che deve avere la luce anteriore, un fanale a luce bianca o gialla, ad alimentazione elettrica, posto ad una altezza compresa tra un minimo di 30 cm ed un massimo di 100 cm da terra, mentre la luce di posizione posteriore rossa, ad alimentazione elettrica, deve trovarsi sul piano di simmetria del velocipede, ad altezza da terra non superiore a 1 m, comunque non al di sotto del dispositivo a luce riflessa. Negli articoli del codice Civile sono riportate anche le caratteristiche del dispositivo catadiottrico posteriore a luce riflessa rossa e dei dispositivi catadiottrici a luce riflessa gialla, da applicare sui due fianchetti di ciascun pedale e sui due lati di ciascuna ruota. Il regolamento del CDS prevede un’altra norma, non esplicitamente citata nell’art. 68 che recita: “Da mezz’ora dopo il tramonto, durante tutto il periodo dell’oscurità e di giorno, qualora le condizioni atmosferiche richiedano l’illuminazione, i velocipedi sprovvisti o mancanti degli appositi dispositivi di segnalazione visiva non possono essere utilizzati, ma solamente condotti a mano. Infine dopo il tramonto è obbligatorio l’ utilizzo del giubbotto catarifrangente nelle strada extraurbane e in quelle urbane laddove vi siano gallerie e sottopassaggi”.
Al di là di quanto disposto dagli articoli sopracitati, il problema non è tanto poter vedere la strada che si percorre quando il sole tramonta – certo in città l’illuminazione delle vie lo garantirebbe comunque – ma “farsi vedere” dai veicoli che sopraggiungono di fronte o alle spalle, specialmente se lo fanno ad una velocità che non consente loro di frenare in tempo. Rendersi visibili può salvare la vita, avere fanali o luci funzionanti (se ne possono acquistare a prezzi molto contenuti), è una garanzia di sicurezza soprattutto per se stessi e può far la differenza!
Girare in bicicletta senza luci è da persone poco responsabili e spesso, purtroppo, le cronache riportano notizie di ciclisti travolti sulle strade a causa della loro leggerezza.
Per questo motivo sabato pomeriggio in piazza Marconi è stata riproposta alla cittadinanza l’iniziativa “Illumina la bici”. Era presente un gazebo dove i volontari di FIAB-Abbiateinbici con la Polizia Locale hanno spiegato l’importanza del “Rendersi visibili” informando su tutte le modalità da attuare. Era inoltre presente un rappresentante di “Ciclolibero” di corso San Pietro che ha dato la propria disponibilità per eseguire piccole riparazioni all’impianto di illuminazione delle biciclette. E’ stato distribuito anche un buono sconto sulle operazioni di revisione, sistemazione o installazione dell’impianto luci, e per l’acquisto di luci a batteria e materiale catarifrangente, offerto sempre da Ciclolibero. E’ stato possibile rinnovare l’iscrizione a FIAB-Abbiateinbici o diventarne nuovi soci.

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