Chiamatemi Expottimista. Il percorso verso l’esposizione universale milanese è certo stato costellato da ritardi – e qualche arresto – ma quello che Expo 2015 rappresenta per il nostro Paese è un’occasione unica. È ormai da troppo tempo che la nostra Italia vive di un’immagine negativa. Uno Stato in cui non sono i cittadini a scegliere i loro leader. Un Paese immobile, schiavo dei piccoli numeri; quello 0,1 per cento che fa comparire sulle testate dei quotidiani la parola “ripresa”. Un’Italia che ignora i suoi cittadini e le loro necessità. Come non essere Expottimista a fronte di una situazione come questa? In questi sei mesi stiamo vivendo un’occasione unica. Una vetrina su tutto il mondo. Expo è il momento in cui l’eccellenza italiana può diventare parte del linguaggio comune universale. Il tema che quest’anno accompagna l’esposizione universale non potrebbe essere più adatto al nostro Paese: Nutrire il pianeta. Non lo dico soltanto perché l’agroalimentare è il mio settore di competenza, ma perché la tradizione del buon cibo – e di come questo unisce le persone – trova le sue radici proprio in Italia; e nessun Paese come il nostro è in grado di parlare della sua importanza sociale e culturale. Certo non è tutto rosa e fiori; la burocrazia italica ci mette sempre lo zampino. Ed ecco che un’occasione per sostenere le piccole medie imprese – su cui si basa l’economia italiana – viene ostacolata da costi troppo alti e requisiti pronti a favorire soltanto le più grandi realtà industriale, come l’Eataly di Oscar Farinetti. L’Italia non è Oscar Farinetti. La sua è una realtà (di successo certo) unica per tante ragioni. Non è Eataly a “nutrire il pianeta”, siamo noi. Piccoli, medi imprenditori che ogni giorno si trovano a lottare per tenere in piedi un’azienda, che danno un lavoro a tante persone, che vogliono mettere un punto a questa crisi che sta distruggendo il futuro dei nostri figli. E nonostante questo, nonostante tutto, sono un Expottimista. Perché l’esposizione universale, anche senza parteciparvi direttamente, la sento un po’ mia. Nutriamo il pianeta tutti insieme. Siamo l’energia per la vita. Andrea Pasini

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