ABBIATEGRASSO – Giovedì 25 gennaio, alle 21, un incontro nello  Spazio Ipazia di Vicolo Cortazza proposto dalla giovane Associazione socioculturale ‘Frazione Mondo’ che vale la pena conoscere perché inusuale. Insolito infatti il modo di operare di questa Associazione che, come dice uno dei fondatori, Claudia Guidotti, intende contribuire a livello culturale “attraverso iniziative sul territorio, in posti diversi, anche con coloro che, dopo aver partecipato mettono a loro volta e con passione, al servizio di tutti, le loro competenze”. Proprio come giovedì sera ha fatto Mariangela Punzi di Caselle di Morimondo, laureata in Archeologia, che a conclusione della Rassegna “Semi di cultura: Acqua, Arte, Archeologia” ha accompagnato i presenti in un interessante viaggio a ritroso nella protostoria greca, divulgando informazioni che sono un patrimonio a disposizione di pochi. La domanda iniziale è: Omero nell’Iliade ci racconta una storia vera o no? Per rispondere si parte da un lavoro del 1870 quando l’uomo d’affari tedesco Heinrich Schliemann decide, seguendo un suo sogno di ragazzo, di dedicarsi e impiegare le sue risorse per cercare di dimostrare che Omero racconta la realtà. Una prima prova gli arriva da un amico con possedimenti in Turchia in cui viene trovato il frontone di un tempio dedicato ad Atena Iliaca.  Quando la collina di Hissarlik sembra avere i requisiti descritti da Omero, Schliemann inizia nel 1871 il primo scavo alla ricerca delle rovine di Troia. Omero nell’Iliade il cui nome deriva da Ilio, l’altro nome dell’antica Troia, racconta solo 51 giorni del 9° anno, il penultimo, della guerra e si concentra soprattutto sull’ira di Achille contro Ettore che ha ucciso il suo amico Patroclo. Ma più delle vicende, sono i particolari come le descrizioni del paesaggio o degli armamenti che portano a considerare la collina di Hissarlik, quella di cui parla Omero. Mentre scorrono le slide con mappe e disegni della zona, della città cinta da mura con una pianura sottostante, risuona la voce di Elena Andreoni che recita i passi dell’Iliade che evocano la battaglia che infuria tra gli Achei e i Troiani sotto le mura di Ilio. Più indizi fanno una prova, e sono diverse le prove portate dagli archeologi nel corso degli anni, come la grotta da cui sgorgano le fonti descritte, gli scavi che tra il 1871 e il 1890 trovano ben 9 città sovrapposte, di queste la penultima in basso è considerata la città omerica, dove vengono rinvenuti molti preziosi, ‘il tesoro di Priamo’. Le ricerche proseguono con Feld a fine ‘800 poi con Blegen che negli anni 30 vuole controllare i dati raccolti da Schliemann e  scopre altri strati di città. Grazie a strumentazioni sempre più moderne come i sonar e i saggi di scavo, si arriva a dimostrare che la città di Troia si estendeva anche ai piedi della collina, quindi una Ilio con una parte bassa, con una popolazione stimata in 50/60.000 abitanti che rivaleggiava con le più importanti città mesopotamiche. Le ricerche continuano con il geologo Kraft, con l’archeologo Pernicka poi nel 2017 con Arslan si continua ad approfondire. La scoperta più emozionante risulta essere un fossato scavato artificialmente, che corrisponde a quello descritto da Omero, un avallamento che è quel che resta dell’accampamento Acheo. Notizie storiche antiche come quella riportata da Erodoto che fa risalire la distruzione di Troia nel 1250 a.C., altre nel 1320 o nel 1180 ma ora il prof. Mario Cultrano propone in un libro in uscita, una nuova lettura: le date non coincidono perché le guerre sono state tre. Un affascinante viaggio a ritroso in un tempo lontanissimo e la passione, lo studio delle tracce provano scientificamente che non si tratta di un mito ma che Omero ha raccontato una realtà storica, prima tramandata oralmente. Una frazione di verità storica appresa grazie a ‘Frazione Mondo’perchè i suoi fondatori, Claudia Guidotti, Simone Migliavacca, Marta Colombo, Elena Aziani hanno avuto questa bella idea: proporre in maniera itinerante attività e iniziative, incontri, laboratori teatrali, eventi (in cantiere anche una rassegna di ‘teatro civile’) in uno stile di grande apertura che favorisce relazioni e scambi e sostiene anche progetti in Camerun. Perché come dice Claudia: “Frazione Mondo pone attenzione al territorio senza distogliere lo sguardo dai bisogni e dagli avvenimenti del mondo”. Un’Associazione in cerca di partecipazione e disponibile a collaborare in sintonia con altre realtà. E.G.

 

 

 

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