ALBAIRATE – Il Sindaco Flavio Crivellin e l’Amministrazione Comunale hanno proposto, per celebrare la significativa giornata della Liberazione, la deposizione di una corona al Monumento dei Caduti in piazza Garibaldi con la partecipazione del Sindaco, del rappresentante dell’ANPI e del Corpo Musicale albairatese accompagnato dai Canti della Resistenza. Domenica 24 aprile è stata inoltre inaugurata, al centro Polivalente “Isolina Montorfano”, la mostra “LAGER SS” a cura dell’Associazione Nazionale Ex Deportati politici nei campi di sterminio nazisti. Per la stessa sera il Consiglio Comunale dei Giovani ha organizzato una conferenza a cura della Prof. Alba Beretta dal titolo “La storia siamo noi”. La mattinata del 25 aprile ha visto la partecipazione di molti cittadini albairatesi che si sono recati in piazza Garibaldi per ascoltare il discorso del Sindaco, il quale ha sottolineato l’importanza del giorno della Liberazione per la storia d’Italia, visto come simbolo della Resistenza, ossia della lotta condotta dai partigiani, persone semplici, contro l’esercito. Una comunanza di ideali, attraverso le armi, respinse l’occupazione nazista. La data del 25 aprile simbolicamente rappresenta il culmine della fase militare della Resistenza, che però diede l’avvio alla formazione di un governo e alla nascita della Repubblica Italiana fino alla stesura della Costituzione. Le parole del Sindaco hanno voluto sottolineare l’importanza del 25 aprile 2022 rispetto a quella degli anni passati, quest’anno la Liberazione fa pensare a quello che sta accadendo nel cuore dell’Europa. È importante riuscire a trovare lo spirito di coesione e quella voglia di libertà che i partigiani hanno avuto, ma che oggi si vede annebbiata. Oggi è importante andare contro l’indifferenza che annebbia le coscienze, quello che vediamo oggi accadere in Ucraina è successo 80 anni fa in Italia; è necessario, quindi, riflettere sul significato di libertà. Il Sindaco ha invitato tutti i cittadini a fare un esercizio, ossia trovare il modo di riprendere la sensazione e la voglia di libertà e portarla avanti nelle generazioni e, per sottolineare ciò, ha fatto deporre la corona al Monumento dei Caduti da due bambini scelti nella folla, simbolo di innocenza e speranza. La libertà non deve essere data per scontata, ci deve essere voglia di patria e di comunanza. Le nuove generazioni devono portare avanti l’importanza di non farsi sottomettere, di non cedere all’invasore, si deve avere il coraggio di volere la pace e l’armistizio. Ma c’è bisogno di far conoscere anche le storie e il coraggio di chi non si piegò al regime, chi seppe resistere, chi sacrificò la vita per il bene comune e per la costruzione dell’Italia democratica, che abbiamo ereditato e dobbiamo preservare. La Costituzione italiana è nata dalla Resistenza, che ha portato con sé un’idea ostile della guerra come risoluzione di conflitti, e questo oggi, più che mai, deve far riflettere e far costruire un pensiero critico sulle vicissitudini che stanno accadendo nel mondo e oggi in Ucraina. Lo stesso desiderio di ricordare e riconoscere le storie e il coraggio di chi non si piegò è stato evidenziato anche dalla mostra “LAGER SS”, in cui i fatti proposti raccontano la tragedia vissuta dai popoli d’Europa dal 1933 al 1945. La mostra è stata volta ad ammonire gli uomini e a riconoscere per tempo i pericoli che minacciano l’umanità, come la violenza, la guerra, la fame, le malattie e il fanatismo politico. Come proposto dalla mostra: “Ricordare, dunque, non solo per capire i pericoli e riconoscere le ingiustizie, ma per combatterle, in un grande movimento che unisca tutti gli uomini in un vincolo di solidarietà verso mete di pace, di uguaglianza, di libertà, di giustizia”. La mostra è stata accompagnata inoltre da alcuni disegni dei bambini della Scuola Primaria e Secondaria di primo grado dell’I.C. Erasmo da Rotterdam che hanno, con la loro innocenza, rappresentato quello che muove il desiderio di pace e uguaglianza, ma anche la stessa Costituzione e i valori di libertà e fratellanza. Anche la conferenza guidata dalla Prof. Alba Beretta ha portato alla luce fatti e pensieri legati ai partigiani a cui, soprattutto nell’istruzione, non viene dato il giusto spazio, bensì il movimento viene sminuito e relegato a un breve paragrafo nei libri di scuola. L’incontro ha dato modo ai cittadini presenti di condividere esperienze personali o di famiglia che hanno riguardato la guerra e i movimenti partigiani. Tutti, attraverso il passato, hanno cercato di ricostruirlo e di imparare da quest’ultimo, dalle proprie esperienze e da quelle degli altri. La professoressa ha sottolineato la necessità di allargare il paragrafo nei libri di testo e nei giornali, di far studiare i ragazzi, di mettere loro in mano la foto di un partigiano e far capire che avrebbero potuto essere loro in quella situazione. L’incontro è stato permeato dall’idea che solo tramite la discussione si genera il progresso, ma soprattutto che “essere antifascisti è il modo di esistere delle persone”.

Irene Morini

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