Ri-inizia il percorso degli esami di stato, ed io di una cosa sono certo, che questo tipo di esame è il più lontano da quello che in questo ultimo atto delle scuole superiori si dovrebbe verificare, cioè le capacità critico-sintetiche di ogni studente e studentessa! L’esame di stato ha un impianto analitico e di fatto verifica ciò che è già stato verificato in un anno di lavoro, che necessità c’e’ di rifarlo? Sarebbe molto più interessante un paragone critico e andare a vedere le diverse forme di creatività che ogni ragazzo o ragazza sa mettere in campo, sarebbe interessante e io sogno un esame così, dove al posto di ripetere nozioni e tecniche si valorizzi la criticità e la creatività. Io lo sogno un esame così, ma purtroppo ho a che fare con un esame che alla fine è una somma di prestazioni, un esame che trovo la negazione dell’umano! Mi chiedo se debba rimanere a sognare e ci rimarrò, ma con una marcia in più, che la criticità e la creatività di ogni studente io la cercherò anche quest’anno in questo esame deprimente. E sono certo che con l’aiuto di studenti e studentesse l’umano emergerà e sfonderà il meccanismo, lo frantumerà in mille pezzi, perché ciò che mi interessa di questo esame sono i ragazzi e le ragazze che lo affrontano, mi interessa che si faccia largo la loro umanità e spero di saperla valorizzare, come a loro è dovuto!

Gianni Mereghetti, insegnante. Abbiategrasso

 

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