ROBECCO S/N – Sabato mattina, 2 luglio, in via Cavour a Robecco, è avvenuto il taglio del nastro del nuovo parco giochi inclusivo “Le collinette”. Ma cos’è un parco inclusivo? Abbiamo raccolto qualche informazione dal blog parchipertutti.blogspot.it, che spiega di cosa si tratta, ossia: “Di parchi dove tutti i bambini possono giocare insieme. Parchi privi di barriere architettoniche, parchi dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e bambini che amano saltare come grilli. In questi parchi ci sono strutture gioco (castelli, navi, torri…), con rampe al posto delle scale, i pannelli sensoriali sono posizionati ad altezza tale che possano essere utilizzati anche da chi sta seduto così come le sabbiere o le piste per biglie e/o automobiline. Parchi con tunnel giganti il cui accesso è possibile anche alle carrozzine, giostre girevoli che possono essere utilizzate da tutti…” l’idea è proprio quella di un parco per tutti, “Ci piacerebbe che i privati, le associazioni e le amministrazioni comunali puntassero più in alto ovvero scegliessero giochi per tutti, giochi che permettono ai bambini di socializzare e giocare insieme”. Bambini con disabilità possono giocare tranquillamente in questi parchi, insieme a tutti gli altri, senza che nessuno sia escluso! Tutti i bambini infatti hanno diritto al gioco. Come sancito dall’articolo 31, comma 1, della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza: “Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica”. Aver inaugurato un parco giochi inclusivo è per Robecco e per tutti i robecchesi un passo avanti, non solo un’occasione per i bimbi con disabilità per poter giocare in sicurezza, ma un’occasione di crescita per tutti. Giocando tutti insieme, sin da quando si è piccoli, si impara a conoscere e rispettare le fragilità dell’altro, fragilità che tutti abbiamo ma che, se si sta insieme, diventano ricchezze umane e non limiti. S.O.

 

 

 

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