ABBIATEGRASSO – L’Eco l’ha presentata in anteprima con una diretta, poco prima dell’inaugurazione di venerdì alle 18, invitando tutti a visitarla entro le 19.30 di domenica. Una mostra di particolare valore sia per le opere esposte, realizzate da persone del territorio che, guidate dalla Maestra Daria Leva dell’associazione artisco- culturale Fridarte, hanno espresso, ciascuna scegliendo la tecnica più congeniale, il loro amore per il fiume azzurro e per la vita che gli scorre intorno. Incredibile come in soli 3 mesi di lezioni, Silvia Invernizzi ha catturato la luce, usando la tecnica per niente facile dell’acquerello. Deliziosi i dipinti di Isa Selva, toccante la sensibilità trasmessa da Stefano Magnaghi, così come l’anziana curva e affaticata che alla fontanella attende che il secchio si riempia, ricordandoci che fino ad alcuni decenni fa non tutti avevano l’acqua in casa. Altri dipinti raccontano la fatica, resa più sopportabile dalla giovane età, di mondine curve sul riso nascente o il mietitore di grano, un acquerello di Barbara De Angeli. Carezzevole il dipinto di Sara Regazzoni, ragazzina di 14 anni che ha esposto Campi accarezzati dall’acqua. Splendide anche le fotografie riguardanti soprattutto la cascina Colombara, esempio di cascina a ‘corte chiusa’, tipica del territorio caratterizzato dalla coltura del riso, che ospitava le mondine in alloggi ancora conservati. Stanze con giacigli, cosparsi di abiti del tempo, mutandoni compresi. La stalla dove si radunavano la sera gli abitanti, nel tepore regalato dalla presenza degli animali, vecchi, donne, bambini, tutti insieme a raccontarsi a vicenda il proprio mondo, chiuso all’esterno. La vita di tutti si svolgeva esclusivamente all’interno della corte. Una vita semplice, dura, faticosa ma in cui ci si prendeva cura gli uni degli altri, sempre. In mostra quindi la bellezza, la storia del territorio, ricordi e particolari da non dimenticare, emozioni, suggestioni che solo l’hic et nunc dell’opera d’arte che solo l’aura dell’originale può garantire, come afferma Walter Benjamin parlando della riproducibilità tecnica dell’opera d’arte che ne assicura la diffusione ma toglie l’irripetibile originalità. E’ quindi importante visitare la mostra e ‘sentire’ le immagini, una mostra che accarezza il cuore, come l’acqua ‘accarezza i campi’ nel quadro dell’artista quattordicenne. Una mostra anche per chi ha a cuore il futuro dei ragazzi ospiti di Anffas il Melograno e che, oltre a godere di quanto ammirato, ha lasciato il suo concreto contributo. E.G.

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