ALBAIRATE e ABBIATEGRASSO – I paletti rossi nel terreno rimasti dopo i carotaggi dello scorso inverno sono la testimonianza che la minaccia è reale. Per questo, dopo dodici anni, il popolo è nuovamente sceso in strada per dire NO alla pesante infrastruttura per Malpensa generata dalla Legge Obiettivo sulle Grandi Opere che potrebbe innestarsi su altre reti recentemente realizzate o progettate come la TOEM la quale investirebbe i comuni da Vermezzo fino oltre Rosate. La differenza, rispetto al passato, è che ora non c’è solo un NO, ma anche tanti SI: sì alla riqualificazione e al miglioramento della rete stradale esistente, sì a piste ciclabili che colleghino i paesi, sì anche a nuove reti stradali con un minor impatto e con un minor consumo di suolo e sì a un tavolo di lavoro sovracomunale per soluzioni condivise. Perché i problemi di traffico ci sono e non vanno ignorati, ma la Vigevano-Malpensa, secondo tutti i partecipanti alla manifestazione di sabato 28 marzo, non è la soluzione. Il sole e il cielo azzurro, una quarantina di trattori (presenti CIA, Confagricoltura, Coldiretti), il carro musicale del Pagiannunz e de La Terra Trema sul quale Paolo Bellati del Folletto 25603, a ritmo di musica, incitava la folla; bambini in bicicletta, striscioni colorati (Notangenziale su tutti), cani al guinzaglio. E in testa al corteo i sindaci di Albairate, Cassinetta, Cisliano, Vermezzo, Zelo Surrigone, Gudo Visconti, Rosate (assente giustificata per influenza Daniela Pallazzoli, sindaco di Cusago) tutti con la fascia tricolore e vicini ai manifestanti. Bandiere di partito: M5S, SEL, Rifondazione Comunista, Verdi, Movimento Popolare Dignità e Lavoro. Politici tra cui Marco Cappato dei Radicali, il Senatore Massimo De Rosa della Commissione Infrastrutture e il Consigliere Regionale Buffagni entrambi del M5S. E cinquecento persone circa, stando alla stima dei Carabinieri di Abbiategrasso arrivati in forze insieme alla Polizia Locale di Albairate e Abbiategrasso per dirigere il traffico. Partenza dalla piazza del Mercato di Albairate, poi la SP114, il ponte sul Naviglio e l’ingresso in Abbiategrasso da viale Paolo VI°. Il pacifico serpentone ha poi attraversato la vie del centro storico, passando dalla stazione, fino ad arrivare in piazza Marconi dove i rappresentanti delle istituzioni e dei Comitati hanno tenuto un breve discorso. Nessun incidente, nessuna protesta palese da chi invece è convinto dell’utilità dell’infrastruttura, solo alcune code, a causa del traffico bloccato sia sulla SP114 sia sulla rotonda di viale Paolo VI°, hanno probabilmente spazientito gli automobilisti ai quali però è stato distribuito del materiale per far capire le ragioni della protesta. In piazza Marconi, dove una coppia di sposi uscita dal Municipio è stata festeggiata dal rumoroso popolo NO Tang., ha preso la parola Paolo Bellati ringraziando con entusiasmo tutti i partecipanti “Sindaci, in primis quelli di Albairate e Cassinetta e associazioni, e comitati e tutti voi cittadini, con i quali i governanti di Regione Lombardia e i sindaci di Vigevano e di Abbiategrasso devono fare i conti se vogliono realizzare strade inutili e centri commerciali… Le risorse vanno usate per il reddito, per i bisogni sociali crescenti, non per opere inutili come la tangenziale, o per eventi assurdi come Expo…”. Daniela Accinasio, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, ha poi ripetuto come una mantra “… che la strada non porta a Milano” mentre il sindaco albairatese Giovanni Pioltini ha ribadito la necessità di un tavolo di lavoro con tutti i sindaci (assenti alla manifestazione i borgomastri di Abbiategrasso, Vigevano, Magenta, Ozzero e Robecco) per ridisegnare la mobilità del nostro territorio. Per Agnese Guerreschi del Comitato No Tang. invece il progetto nuovo non esiste, esiste invece il vecchio progetto ANAS con lo stralcio verso Milano. Sempre Guerreschi ci ha riferito che per due notti di fila, a 48 ore dalla manifestazione, alcuni ignoti hanno tolto i cartelli di divieto di sosta posti nel parcheggio del Piper e riservati ai trattori della manifestazione. Scherzo? Disturbo? Boicottaggio? Infine molti dei numerosi partecipanti sono rientrati ad Albairate e a Cassinetta attraverso la pericolosa SP114 “… se ci fossero state le piste ciclabili che desideriamo – ha detto a tal proposito Pioltini – questo non sarebbe accaduto”. (Foto Studio Sally). Simona Borgatti

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