ABBIATEGRASSO – Venerdì 10 febbraio, presso l’Ex Convento dell’Annunciata, si è tenuta una conferenza in onore di Camillo Golgi e del lavoro da lui compiuto. L’evento è stato patrocinato dalla Società Culturale Abbiatense e dalla Scuola Media Europea. A guidarci attraverso l’interessante storia dello scienziato è stato il professor Paolo Mazzarello, docente di Storia della Medicina all’Università di Pavia e noto esperto nel campo della Neurologia. Camillo Golgi nasce nel 1843 a Corteno (Val Camonica) e fin da piccolo viene instradato verso la medicina dal padre medico; ottenuta la laurea presso Pavia, inizia ad avventurarsi nel mondo della neuroscienza come assistente di alcuni famosi scienziati dell’epoca. Fin dagli albori si denotano le sue spiccate capacità, tanto da permettergli di ottenere una specializzazione e lavorare come medico chirurgo primario nella Casa Pia degli Incurabili ad Abbiategrasso. La dedizione e l’impegno mai trascurato nel dedicarsi ai suoi esperimenti lo portarono alla creazione del “metodo di Golgi”: l’utilizzo di una particolare mistura creata per gli esami istologici, in grado di evidenziare solo gli elementi neurologici necessari, senza porre l’attenzione verso altre parti non rilevanti. Questa innovazione, utilizzata ancora oggi, gli valse il premio Nobel nel 1906. Lo scienziato lombardo, però, era un animo irrequieto sempre alla ricerca di nuovi campi di lavoro. Ciò lo portò ad ottenere grandi scoperte nel campo della malaria, l’identificazione dell’“apparato di Golgi” all’interno delle cellule e l’intuizione di “una rete” formata da tessuto connettivo, gli odierni neuroni. Golgi viene anche ricordato per il contributo verso l’impiego femminile nei laboratori, le donne non più come semplici assistenti, ma protagoniste del proprio lavoro. A fronte di tutte le scoperte ed opere da lui compiute, non si può non notare come sia stato un uomo fin troppo moderno per la sua epoca e come i suoi insegnamenti siano stati utili per la continuità del progresso scientifico. Si spense a Pavia nel 1926. Deve molto a Camillo Golgi anche la città di Abbiategrasso, che vanta la presenza dell’Istituto a lui dedicato, fiore all’occhiello della sanità a livello locale e anche nazionale. Marta De Bernardi

 

 

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