CISLIANO – Martedì 21 aprile, centinaia di cittadini hanno invaso piazza San Giovanni a Cisliano per far qualcosa “Fuori dal Comune” (come recita il titolo dell’evento). Il sindaco Luca Durè ha indetto una seduta straordinaria del Consiglio comunale per confrontarsi direttamente sui progetti dell’Amministrazione per il recupero del ristorante La Masseria. Il locale, confiscato per reati di stampo mafioso al clan Valle, è oggetto di interesse della Giunta di Cisliano, di Libera e della Caritas: tre protagonisti che ora possono finalmente puntare alla riqualifica di uno stabile simbolo della lotta alle mafie. Ma sulla cui assegnazione peserà, e non poco, il parere dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati, i cui tempi di lavoro e di decisione si possono definire biblici.
Il progetto del sindaco di Cisliano è creare una sorta di “scuola di cucina” sfruttando gli spazi dell’attività, creando posti di lavoro e possibilità di avvicinare giovani volenterosi alla carriera culinaria. Al tavolo dei microfoni si sono dunque avvicendati, oltre a Durè, il referente regionale di Libera Davide Salluzzo e il responsabile della Caritas Decanato VI, don Massimo Mapelli.
Salluzzo ha da subito animato la serata, con un intervento chiaro, deciso e tagliente sulla vicenda. Iniziando dal nefasto passato del clan Valle a Vigevano, l’esponente di Libera ha descritto l’iter di insediamento che i malviventi hanno percorso per creare il loro nuovo fortino nel cislianese: un fortino che aveva il suo cuore pulsante nel ristorante La Masseria. “Ma il giorno dopo la sentenza definitiva di condanna dei Valle in Cassazione, sono iniziati gli atti vandalici proprio in questa proprietà, – ha denunciato Salluzzo – sono spariti sanitari, cancellate, vasche idromassaggio e molti altri beni fino ad allora integri. I cittadini di Cisliano dovranno far crescere fiori di giustizia dove prima l’illegalità faceva da padrona. Magari facendo un presidio costante alla Masseria: è un bene della comunità, non facciamocelo portar via!”. Più pacate, ma altrettanto incisive le parole di don Mapelli: “Ci sono due parole chiave che devono guidare il nostro progetto: Ripartire Insieme. Dovremo sfruttare le strutture della Masseria per creare lavoro e magari appartamenti per coloro che non hanno di che sopravvivere”. I consiglieri comunali e il sindaco hanno infine lasciato la parola alla platea, da cui sono emersi apprezzamenti per la decisione di aprire il dibattito alla cittadinanza, seguiti anche da qualche critica. Tra le più interessanti, quella di un anziano residente nella zona della Masseria che ha denunciato pubblicamente la cessione ai Valle di un terreno pubblico (“mappale 215”) da parte di una giunta precedente a quella odierna. Durè ha provato a placare lo sdegno del cittadino intervenuto, parlando di un’occupazione abusiva. Davanti però alla smentita dell’agguerrito interlocutore, il primo cittadino ha assicurato che verranno svolte ulteriori verifiche negli archivi comunali. Insomma, Cisliano si muove compatta per lottare contro la mafia e per allontanarsi da un passato di illegalità di cui la Masseria è stata simbolo. L.D.M

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