CISLIANO – Dopo il Consiglio Comunale del 21 aprile tenutosi in piazza durante il quale venne deliberato all’unanimità l’impegno da parte del sindaco Luca Durè di proteggere il bene confiscato per scongiurare altre devastazioni e distruzioni sistematiche e dopo l’avvio del presidio da parte di Libera iniziato il 13 maggio, ora è tempo di pensare al futuro. Così mercoledì 20 maggio, illuminati dalla luce da cantiere il sindaco Luca Durè insieme a Davide Salluzzo di Libera e a Don Massimo Mapelli di Caritas zona 6 Milano e della Cooperativa IES, ha ricevuto i cislianesi e gli esponenti delle consulte cittadine e delle associazioni per fare il punto circa la destinazione d’uso dell’ex ristorante confiscato al clan dei Valle. Il sindaco, prima di proiettare le ipotesi e di discuterle, ha comunicato che l’Amministrazione è prossima alla soluzione del comodato d’uso gratuito per un progetto di riutilizzo sociale. Gli accordi tra il Comune e il prefetto Umberto Postiglione dell’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati e Sequestrati, al momento sono verbali, ma mancherebbe davvero poco alle firme ufficiali (il comodato d’uso è poi stato ottenuto, ndr). Le soluzioni progettuali sono l’housing sociale (appartamenti temporanei per chi è in gravi e serie difficoltà) come richiesto da Caritas, la promozione dei prodotti a Km0 attraverso un mercato permanente con i prodotti del territorio, un ristorante, uno spazio ricreativo, un luogo d’inserimento lavorativo e anche la sede per una mostra permanente sui beni confiscati alla ‘ndrangheta. Scartata al momento l’idea di una Residenza Sanitaria per anziani poiché a livello architettonico, secondo il sindaco, è poco praticabile. La partecipazione dei cittadini nella difesa dell’immobile e nella sua sistemazione è molto attiva, infatti, come ricordato dallo stesso sindaco, i cislianesi hanno dato disponibilità per svolgere alcuni lavori: un fabbro e un giardiniere hanno prestato la loro opera e durante l’assemblea un altro si è offerto come elettricista. “Questo – ha detto Durè – dimostra la vicinanza al bene e che i cittadini usano il loro tempo in nome della legalità”. Attualmente l’immobile, che vanta un’area totale di circa 900 mq, è in stato di serio degrado a seguito dei raid vandalici “ … da chi non vuole che il bene appartenga alla collettività” come espresso dallo stesso sindaco. L’acqua potabile è solo nei bagni, la luce è precaria mentre tutti gli impianti sono seriamente danneggiati. Si stimano danni per circa 500.000 euro. Durante la serata c’è stato solo un fuori programma quando un ragazzo è intervenuto interrompendo Davide Salluzzo di Libera mentre ripercorreva la storia del clan Valle accusandolo di dire falsità. Dopo un primo momento di accesa discussione nella quale Salluzzo non ha risposto alle provocazioni, il ragazzo se n’è andato e l’assemblea ha ripreso il suo percorso. Il presidio continuerà a oltranza per una Masseria Libera e restituita ai cittadini. Simona Borgatti
 

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