ABBIATEGRASSO – E’ di questi giorni il filmato postato sui social e ripreso dai Tg che ha indignato l’Italia, in cui si assiste al pestaggio di un ragazzo fragile, in centro a Vigevano, aggredito da due bulli.

Un’aggressione inconcepibile, inaccettabile, ingiustificabile, una cattiveria e una violenza sconvolgente. Una delle tante aggressioni di cui si legge o si sente parlare ogni giorno, aggressioni di vario genere ma in continuo aumento, soprattutto tra giovani e giovanissimi.

La sopraffazione, il credere di avere diritto a imporsi fisicamente o psicologicamente a qualcun altro, forse per sentirsi più forte e credere così di poter mettere a tacere la propria, inaccettata fragilità… Un’emergenza educativa sempre più pressante, che non si può ignorare ma che va contrastata.

Contro il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo ha pensato di iniziare a far qualcosa l’assessore alla Sicurezza Urbana e Protezione Civile Chiara Bonomi, che afferma: “Ripartiamo dalle basi, dai nostri ragazzi, i loro comportamenti in questa società sono ormai troppo allo sbando, ho pensato di fare la ‘mia parte’ organizzando un Corso di Educazione alla legalità, contro bullismo e cyberbullismo, a partire dalla scuola secondaria di I grado. Si tratta di un incontro della durata di due ore rivolto ai ragazzi delle classi di prima media, verrà chiesta la compilazione preventiva di un questionario anonimo, riportante delle situazioni che i ragazzi in base alla propria percezione dovranno qualificare come ‘scherzo’, ‘litigio’, ‘bullismo’ o ‘reato’.

Le risultanze del questionario permetteranno di valutare il target della classe e di conseguenza meglio individuare gli argomenti che verranno affrontati durante l’incontro con la Comandante e la PL, in classe verranno sviluppate le seguenti tematiche: origine del bullismo, fenomeno trasversale nei tempi, definizione, elementi caratterizzanti il fenomeno, modalità di manifestazione, fenomeno di genere, escalation del fenomeno, esemplificazioni, dal bullismo al cyberbullismo attraverso l’utilizzo dei social. Seguirà la riproposizione dei questionari alla luce delle informazioni acquisite durante l’incontro.

E’ previsto l’impiego di un supporto informatico per l’effettuazione della presentazione, nonché la visione di un breve video animato rappresentante un caso tipico il cui finale verrà poi discusso e analizzato insieme. Si parla sempre poco a mio avviso di bullismo, probabilmente per vergogna, ma soprattutto perché i ragazzi d’oggi non conoscono il confine tra uno scherzo innocente e il rispetto dell’altro, non sanno cosa sia una vessazione, una presa in giro o altro, perché credono che ormai sui social, ma anche nella realtà, sia tutto lecito e impunito.

Dico ripartiamo dai giovani perché, anche se ritengo che potrebbe servire anche ad alcuni adulti, ė nella crescita che questo fenomeno va contrastato, perché è importante spiegare ai nostri ragazzi, a coloro che prenderanno il nostro posto in un futuro più che prossimo, che ‘È facile prendersela con i più deboli…E se domani il più debole fossi tu?’. Molti ‘adulti’ invece sono di opinione diversa, preferiscono non immischiarsi nelle storie di bullismo, considerandole sciocche questioni di poco conto oppure necessari esercizi di vita a cui il debole deve necessariamente sottoporsi per diventare un adulto capace di navigare nelle tempeste della vita”. Davvero una buona idea e un buon inizio! E.G.

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