ABBIATEGRASSO – Lunedì mattina alla 11 nella chiesa di San Pietro, l’ultimo saluto al caro Benedetto Pirillo. Un fulmine a ciel sereno la notizia della sua morte. Benedetto, 67 anni, era molto conosciuto in città, era sempre presente durante le manifestazioni più importanti di Abbiategrasso e del territorio, era appassionato di fotografia e ogni scatto era eseguito con cura e amore. I problemi dovuti alle sue malformazioni congenite non erano mai stati un grande ostacolo per lui, o comunque non lo faceva trasparire, con delicatezza e abilità maneggiava la sua reflex, con la pesante custodia a tracolla, in sella alla sua bicicletta, raggiungeva ogni luogo della sua amata città per poter immortalare cortei, bande, feste, autorità e persone comuni che spesso poi si ritrovavano con piacere sulle pagine dei giornali, tra cui il nostro, col quale Benedetto collaborava da anni. Persona di infinita gentilezza, generosità e sensibilità, con cui era piacevole chiacchierare quando ci si incontrava. Un cenno, un veloce saluto mentre scattava le foto perché era molto concentrato e prendeva sul serio ogni cosa che faceva. Gentilezza, umiltà, sincerità e grande umanità le sue doti più belle, “grazie per la pubblicazione della mie foto” ci scriveva, ma siamo noi ad essere grati a lui per aver donato al giornale e ai nostri lettori bellissimi scatti che riempivano di colore queste pagine e documentavano, più di tante parole, la bellezza di luoghi, di sguardi e di incontri… Erano un valore aggiunto, non solo per la loro qualità impeccabile, ma per il modo con cui erano realizzate, immagini ed emozioni che quell’occhio sapeva catturare e trasmettere. Benedetto aveva molti amici in tante associazioni abbiatensi, tra cui l’Anpi, che al funerale era presente con una delegazione per dare l’ultimo saluto al “compagno”. Benedetto era una persona aperta, con cui si poteva parlare di tutto, esprimendo le proprie opinioni senza timore di essere giudicati. Riusciva con semplicità a cogliere il bello delle cose e della vita, nonostante le difficoltà. E sapeva trovare il bello nelle persone, era semplice entrare in empatia con un animo così gentile. Il suo sogno era poter fotografare l’Expo, purtroppo se n’è andato prima di vederlo, avremmo pubblicato con orgoglio i suoi bellissimi scatti.
Caro Benedetto, non abbiamo fatto in tempo a rispondere alla tua ultima e-mail, è stato troppo tardi e ce ne rammarichiamo. Bisognerebbe essere sempre pronti e “scattanti” come te, lucidi, pimpanti, veloci, ma senza mai perdere di vista l’importanza di un saluto, di un abbraccio, di un caffè preso con un amico, non si sa mai quando è l’ultima volta che si ha l’occasione di salutarlo.
Ciao “Benni” come ti sei firmato nella e-mail di giovedì, ti abbracciamo anche noi. Grazie. Non ti dimenticheremo mai. S.O.

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