TREZZANO S/N – E’ stato un anno intenso per la scuola e il suo Maestro Franco Migliaccio. Gli allievi sono stati invitati a partecipare a svariate iniziative, dalle aste per finanziare le scuole, alle due navigazioni lungo il Naviglio, alle ore 15 e alle ore 17.30, che si svolgeranno domenica 24 maggio. Poiché il 2015 è stato proclamato “L’Anno della Luce”, l’assessore alla Cultura Valerio Grassi ha chiesto dei quadri su questo tema per una esposizione che avverrà in autunno. Nel mese di maggio il professor Migliaccio è stato relatore in tre conferenze organizzate dal Gruppo Artisti Bagnolo Mella, in qualità di docente della Libera Accademia Belle Arti e cofondatore del movimento artistico Slow Art. Sabato 11 Aprile e sabato 9 maggio si sono svolti gli ultimi due appuntamenti della rassegna “Aperitivo con l’Arte” per l’anno scolastico 2014/2015. Hanno esposto Luciana Gobbi, Giovanna Inzadi, Daniela Della Flora, Sandra Rettori (che ha creato il Logo della scuola). Ma chi sono gli allievi? Alcuni di essi stanno lavorando da settimane sui dipinti che parteciperanno alla mostra sull’Immigrazione (21 novembre). In aumento ad ogni anno scolastico, che culmina con la mostra di fine anno (il 6 giugno al Centro socioculturale), ognuno di essi ha l’occasione di esporre una selezione delle proprie opere presso il Punto Expo. Durante queste mostre, arricchite da ricchi buffet, è presente un pubblico sempre numeroso e non manca mai un rappresentante della Giunta comunale. Tra i numerosi personaggi che danno vita ad un clima di arte ed amicizia abbiamo scelto Brigitta Collath e Franco Tosi. Brigitta è nata nel 1934 a Francoforte sull’Oder, al confine con la Polonia. A Francoforte si svolse una violenta battaglia nel 1945 quando i tedeschi la resero una fortezza per impedire ai sovietici di prendere la strada per Berlino. La guerra ridusse la sua famiglia, prima ricca, alla povertà. Dopo i bombardamenti che trasformarono la cittadina ad un cumulo di macerie, russi e polacchi bruciarono quello che restava. “Sono arrivati i Russi e siamo fuggiti senza portarci dietro nemmeno un cucchiaino Nei campi raccoglievo le briciole dei raccolti, eravamo sette figli e con una mia amica cercavamo qualsiasi cosa da mangiare tra le macerie, penetravamo nelle cantine, strisciavamo sotto le rovine accumulate. Da quelle esperienze forse deriva la mia vena artistica, i miei scheletri di automobili. Eravamo obbligati ad entrare nella Gioventù Comunista, altrimenti non ci avrebbero permesso di dare l’esame di maturità. Siamo fuggiti dall’altra parte della Germania quando non c’era ancora il Muro. Si rivalsero su mia sorella più piccola. Voleva studiare arte nella Germania Ovest ma glielo negavano perché non era figlia di contadini o di operai. Io intanto ero ad Amburgo, dove non mi riconobbero la maturità e dovetti rifare l’esame. Diplomata maestra mi mandarono per cinque anni a Roma a insegnare nella scuola tedesca. Tornai in Germania per fare il tirocinio che mi avrebbe permesso di insegnare tedesco agli adulti. Conobbi mio marito. Lui è tornato a Milano e io avevo nostalgia dell’Italia. Decisi di tornarvi e trovai lavoro presso il Goethe Institut”. Franco Tosi è stato allenatore e giocatore di basket. Appassionato di musica rinascimentale, suona bombarda cornetto e flauto. In estate è solito fare il giro d’Europa in bicicletta. E’ considerato uno degli allievi migliori, lodato dal Maestro per i suoi espressivi paesaggi, ammirato dai compagni per certi ritratti che penetrano nell’animo. Eppure ha cominciato a pitturare appena sei anni fa, quando si dilettava a fare illustrazioni per bambini. Valentina Bufano

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