CISLIANO – Venerdì 18 gennaio presso La Masseria, in via Cusago 2 di Cisliano, si è svolta un’interessante
conferenza inerente l’affido e l’accoglienza dei migranti adolescenti non accompagnati. L’incontro è stato
ospitato da Libera Masseria, presso appunto l’ex proprietà del clan mafioso Valle, bene confiscato anni fa e
dopo anni di lotte, ormai da qualche anno, disponibile per diverse attività e scopi sociali. In quest’ultima
occasione, ad aver organizzato l’evento informativo sono stati Caritas Ambrosiana e Comune di Milano.
Una serata costruttiva ed oggi più che mai utile al fine di informare e formare i cittadini su alcuni aspetti e
possibilità che una buona e corretta accoglienza dei migranti può offrire. Ad introdurci alla serata Don
Massimo Mapelli, responsabile di Caritas zona sesta e della comunità “Una casa per te”, il quale dopo aver
descritto il programma serale, comprensivo di pizza per i numerosi clienti accorsi, ha lasciato il microfono e
il centro della scena alle due psicologhe ed operatrici dello sportello Anania ( Caritas Ambrosiana): Ilaria
Michielin e Raffaela Raneri. Dopo una breve presentazione della serata è stato fatto partire un video in cui
una famiglia italiana raccontava la propria esperienza di affido di un minore, raccontandone i vantaggi e
condividendone le difficoltà. I molti aspetti positivi sottolineati dalla coppia erano legati a quanto quella
nuova sfida avesse cementato il loro nucleo, di come i propri figli si fossero potuti rapportare ed entrare in
sintonia con un “nuovo” fratello, di come e quanto una famiglia possa permettere al ragazzo una maggiore
radicalizzazione ed integrazione in un nuovo paese, permettendo inoltre, meglio di un centro di
accoglienza, un focus maggiore sul minore, garantendo allo stesso un maggior campo di espressione anche
per quanto concerne le difficoltà. In tutto questo non sono state certo celate le difficoltà che comunque
un’esperienza di affido può comportare, i momenti di confronto, i diversi punti di vista, l’emergere di
problemi e dubbi legati al futuro del ragazzo ed al ruolo che andrà a ricoprire nella società.
Al netto di tutto ciò, la coppia ha raccontato di quanto l’esperienza di affido abbia migliorato la loro
famiglia, i figli ( tre) e la coppia stessa. Al termine del video, le due relatrici hanno descritto e specificato
alcune peculiarità dell’esperienza; specificando che durante tutto il periodo di affido (che indicativamente
dura fino alla maggiore età, in realtà è poi abbastanza estendibile), le famiglie affidatarie sono
costantemente seguite, consigliate e supportate da associazioni e professionisti, garantendone così un
percorso quanto più sereno e formativo per tutti i soggetti. Le dottoresse hanno inoltre spiegato chi sono e
come mai questi minori non accompagnati, arrivano in Italia, suddividendoli in tre categorie: i minori che
scappano dalle guerre, minori mandati dai genitori per ragioni economiche e di opportunità ed infine i
minori attratti da “Nuovi modelli e stili di vita”. Ad un anno fa, i MNA (minori non accompagnati) presenti e
censiti in Italia erano poco meno di quindicimila, di cui il 92 % maschi ed il 93 % tra i 15 ed i 17 anni.
Il sistema di accoglienza dei MNA è affidato per la stragrande maggioranza ai servizi di pronta accoglienza e
poi alle comunità residenziali, risulta però necessario ed utile che si incentivi il sistema di affido famigliare,
al fine, come detto prima, di facilitare ed accelerare il percorso di integrazione. Per queste ragioni Caritas
Ambrosiana, rappresentata per l’occasione dalle due operatrici, promuove il progetto “Accoglienza
familiare per adolescenti migranti soli”, un progetto, come si è potuto chiaramente intuire durante la
conferenza, un progetto dicevamo, utile e formativo per la comunità, per i migranti e per le nostre famiglie.
Tutti possono essere affidatari, persone singole o coppie, sposati o conviventi senza vincoli di età.
Sui siti di riferimento della Caritas Ambrosiana troverete tutte le informazioni utili. Al termine della
conferenza, dopo aver arricchito lo spirito e presa coscienza di un aspetto importante della società di oggi,
La Masseria ha servito le pizze per tutti i clienti, nutrendo, dopo lo spirito, anche il corpo! Un’interessante
conferenza, ricca di spunti di riflessione e di informazioni utili ad affrontare in modo corretto ed umano un
aspetto della nostra società, troppo spesso catalogato come un problema da eliminare e quasi mai come
un’opportunità di crescita e sviluppo, non solamente economico, anzi! Affrontando le difficoltà che
certamente comporta l’aumento dell’immigrazione, con superficialità, paura e rabbia, non si fa altro che
ingigantire ed accrescerne gli aspetti negativi. Troppo spesso l’accoglienza e il supporto ai migranti è
imprigionato nelle lotte politiche dei nostri partiti, abbarbicandosi in posizioni ed atteggiamenti opposti, si
rischia di dimenticarci di tutti quelli che rimangono in mezzo, facendo confusione dall’una e dall’altra parte,
“usando” i migranti come armi per colpire uno o l’altro fronte… Sarebbe certamente più utile e costruttivo
affrontare le difficoltà, che indubbiamente vi sono, in modo meno politico e più umanitario, smettendola di
mettere in contrapposizione il migrante all’italiano povero, o di abbracciare il migrante per farne campagna

elettorale! Rendendosi conto che tutti questi aspetti, dai migranti, ai terremotati ancora in difficoltà, non
sono altro che il risultato dell’incompetenza e delle ruberie della politica, interna ed estera.
Incontri come quello presentato alla Masseria sono molto utili a riprendere il contatto con alcuni aspetti
della nostra società e informarci di come potremmo sostenere, promuovere e partecipare a progetti utili al
fine di un miglioramento sociale e personale. Luca Cianflone

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