ABBIATEGRASSO – Durante il banchetto del Comitato Organizzativo per raccogliere le adesioni dei cittadini che parteciperanno alla manifestazione a Milano quando si decide sul Cantù, sabato mattina, abbiamo raccolto anche delle segnalazioni come questa: “Sono stato al Cup per prenotare un esame, era sovraffollato, le impiegate parlottavano tra loro, la gente aumentava ma gli sportelli andavano a rilento. Ad un certo punto, esasperati, tutti abbiamo alzato la voce e si sono dati una mossa. Quando è toccato a me, mi han dato l’appuntamento a Legnano tra diversi mesi. Sono tornato a casa, dopo aver perso tanto tempo e ho prenotato a Vigevano, dove ho avuto l’appuntamento a breve. Un’assurda, totale disorganizzazione negli ospedali dell’ovest milanese”. Uno “sfogo” in cui molti si riconosceranno, nelle segnalazioni cambia infatti il tipo di esame ma non le lamentele per i tempi biblici di attese e appuntamenti. I cambiamenti al sistema informatico, peraltro annunciati da avvisi affissi agli sportelli con le relative scuse per possibili disagi, se spiegano il “parlottare tra gli impiegati” che si consultano tra loro evidentemente incerti sulle nuove modalità, ancora una volta mettono in luce la responsabilità di chi ha un ruolo organizzativo. Un corso di aggiornamento formativo e informativo ai dipendenti, prima di effettuare cambiamenti significativi, è stato effettuato? Perché non prevenire i disagi per dipendenti e utenti? E.G.

 

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