ABBIATEGRASSO –  Diversi lettori ci hanno segnalato che, dopo le pubblicazioni sull’Eco della città seguite alla prima puntata del nuovo programma di Alberto Angela su Rai 1, sui social, in particolare su un gruppo  molto seguito in città, si è molto commentato, soprattutto da parte del sig. Marco Vaghi. Ci sono state inviate foto che documentano le conversazioni che  riportiamo. Tutto inizia dal 9 gennaio scorso quando abbiamo pubblicato il resoconto di una redattrice, che riportava, si può dire parola per parola, quanto affermato da Alberto Angela, nella seguitissima trasmissione televisiva “Meraviglie d’Italia”, a proposito dei nostri navigli e di Leonardo. Poi però, sul numero del 23 gennaio, la sottoscritta come altri lettori, perplessa per le affermazioni del presentatore, ricordando  diversi interventi dello storico  Mario Comincini al proposito, lo ha contattato quale fonte autorevole perchè documentasse, per i lettori dell’Eco,  che la “rivoluzione dei navigli” per opera di Leonardo non ci fu: esistevano prima del suo arrivo e così anche le conche. Sui due articoli il signor Marco Vaghi (nella foto inviata da un lettore) ha innescato un colorito dibattito nel profilo Facebook: “Sei di Abbiategrasso se…”, accusandoci di aver “toppato” col primo articolo non perché abbiamo riferito in modo scorretto le affermazioni di Angela ma proprio perché, come tanti altri giornali, abbiamo riportato, Vaghi scrive:  “a Pappagallo  l’errore di Angela e questo mi sembra grave”. Tuttavia, secondo Vaghi, abbiamo sbagliato anche col secondo articolo: “Non mi sento proprio di criticare il sig. Angela”, afferma, auspicando anzi per lui “un premio di merito perché se arriveranno turisti da Catanzaro o Messina lo dobbiamo solo alle sue trasmissioni televisive” ( un lettore ci chiede: le guide turistiche  a proposito di Leonardo  racconteranno ai turisti la bufala che  Leonardo avrebbe reso navigabili i nostri navigli?). Pertanto Vaghi proponeva, tra l’altro: “Un tapiro glielo darei a Comincini, che non ha bisogno di pubblicità (?)  ma che si sente di dover criticare Alberto Angela e non il giornale locale, che è vero che gli da spazio ma che anche ha preso una terribile toppata”. Questo accadeva sabato 27 gennaio. Il giorno successivo Vaghi andava giù più duro: “Il sig. Comincini, che con quel bel articolo , vuol apparire più ‘saputello’ di A.A., perchè non si mette a contestare le varie associazioni locali dai nomi come: Terre di Leonardo, Navigli di Leonardo, Percorsi di Leonardo etc etc… forse perché collabora (a pagamento?) con loro, pur sapendo meglio di A.A. com’è la storia delle nostre zone”. Quindi Vaghi faceva una graduatoria di tapironi (nel frattempo Angela ne aveva ricevuto davvero uno), che prevedeva al primo posto il nostro giornale e al secondo il dott. Comincini, aggiungendo: “Sarò lieto di fare il Valerio Staffellone di turno”; non senza aver prima minacciato di denuncia una signora che una volta ha fatto la guida turistica senza abilitazione, perché “cè ( dei vari  errori di ortografia che noterete e che riportiamo fedelmente, è autore il sig. Marco Vaghi) una legge dello stato”, mentre per un’altra signora ne aggiungeva un altro con : “Le sarò grata  se volesse per altro, ecc.”  Lunedì tuttavia Vaghi usava un tono più trattenuto: “Detto che quello scritto qui mi sembra ovvia … senza per altro  ottenere che ribattute [?] polemiche”. Un’autodifesa imbarazzata, dopo che qualcuno ( fonte attendibile) gli aveva fatto sapere che una querela era la conseguenza inevitabile di quanto da lui scritto. Inoltre all’improvviso anche tutti i post di Vaghi, e solo i suoi rispetto a quel dibattito, misteriosamente sparivano da Facebook (ma c’è chi li ha salvati e ci dicono  anche rimessi in rete). Addirittura spariva anche lui cancellandosi dal gruppo Facebook. Egli, che tra l’altro è  segnalato come “un membro del consiglio direttivo della Pro Loco di Abbiategrasso,  nonché operatore didattico della Fondazione di Morimondo e guida naturalistica al Parco del Ticino”, riemergeva però in Facebook dopo qualche giorno, per interposta persona, per ritrattare pubblicamente tutto quanto detto a proposito di Comincini e per chiedergli scusa: “Riconosco di aver usato un tono poco cortese  nei suoi confronti, di cui mi scuso – scriveva, e aggiungeva –  né mi risulta la circostanza di sue collaborazioni con le tre menzionate associazioni”, cioè quelle (ma esistono?) con cui, secondo Vaghi, Comincini forse fa affari alla faccia della bufala dei “Navigli di Leonardo” contro cui dice di lottare. Comincini ci ha rilasciato questa dichiarazione: “Non è rimasto più nulla che io possa confutare”. Per quanto riguarda invece il nostro giornale, secondo Vaghi “ha preso una terribile toppata” per “aver riportato a pappagallo l’errore di Alberto Angela e questo mi sembra grave!”. Grazie per l’epiteto di “pappagallo”, che giudichiamo un complimento perché significa che abbiamo ripetuto fedelmente le parole di Angela, complimento che condividiamo  con i colleghi  che han fatto altrettanto. Questo si chiama fare cronaca da professionisti, quali cerchiamo di essere,  poi, alle affermazioni di Angela abbiamo fatto seguire un’inchiesta giornalistica rivolgendoci al maggiore esperto in materia , non lo diciamo solo noi,  e cioè Mario Comincini: nessun giornale ha avanzato le nostre contestazioni, che Vaghi è il primo a giudicare giuste e anzi doverose, tanto da rivendicarne la primogenitura. Poi però, secondo un processo logico che ci sfugge, “in ordine di toppata e/o ricerca di pubblicità”, Vaghi vorrebbe consegnare un tapiro in primo luogo a noi. Invitiamo i lettori a rileggere gli interventi di Vaghi tornati, suo malgrado, disponibili nel gruppo Facebook sopra citato, che è pubblico, per decidere chi si merita un tapiro. Enrica Galeazzi

 

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