ABBIATEGRASSO – Mercoledì mattina alle 11,  i giornalisti sono stati invitati dal candidato sindaco Emanuele Granziero ad una conferenza stampa, presso la sede elettorale in passaggio centrale: “Abbiamo deciso di commentare l’esito elettorale – ha esordito Granziero –  di spiegare quale sarà il futuro della nostra coalizione e di comunicare come intendiamo comportarci in vista del ballottaggio del 25 giugno. Per quanto riguarda l’esito elettorale, noi siamo partiti dall’idea di costruire un centrosinistra forte e autorevole, che non avesse più dei compagni di viaggio che pensano più a questioni personalistiche piuttosto che al bene comune, e di costruire una coalizione che fosse libera, con un suo programma volto al bene della città, senza alcun tipo di freno: però questa nostra coalizione probabilmente non è stata capita dalla cittadinanza, non è stata premiata. Ringrazio di cuore i 1960 elettori che ci hanno dato fiducia: in questi giorni in tanti di questi mi hanno scritto per esprimere la propria vicinanza e sostegno per dire di non mollare e proseguire nel progetto avviato. Il dato del calo del Partito Democratico complessivamente è costante in tutta l’area della Città Metropolitana tranne piccole eccezioni ,come Cernusco sul Naviglio e a livello nazionale abbiamo anche assistito al crollo della bolla del Movimento 5 Stelle. Noi comunque abbiamo avuto un’elezione comunale fortemente caratterizzata da una questione locale. Il Partito Democratico è arrivato al 13,85%, dato su cui ha influito il governo della città di questi cinque anni, reso difficile dalla congiuntura economica negativa che ha impedito di realizzare opere pubbliche, dalla mancanza di comunicazione, e da qualche demerito della stessa giunta uscente. Bisogna essere onesti e fare un’analisi a 360 gradi. La nostra proposta è stata penalizzata anche da una coalizione trasversale e trasformista che ha avuto come principale scopo quello di lavorare contro il Partito Democratico anche grazie al concorso di persone molto vicine a noi. Reputo gravissimo questo aspetto: in politica si dovrebbe lavorare per il bene della propria comunità, non per ostacolare qualcun altro. Ieri ho incontrato tutti i candidati delle due liste e insieme abbiamo deciso di proseguire con una costituente del centrosinistra che possa lavorare sui contenuti e che si possa aprire alle forze positive e buone della città. Lo faremo partendo dall’opposizione che faremo in consiglio comunale: sarà severa, intransigente ma propositiva. Noi siamo una forza di governo capace di costruire il futuro anche dall’opposizione, costruire l’alternativa per tornare al governo della città. Visti i programmi dei due candidati arrivati al ballottaggio, abbastanza lontani dai nostri, senza alcuna convergenza sui temi più importanti, abbiamo deciso di lasciare libertà di scelta agli elettori per elezioni del ballottaggio. Noi non diciamo, come è stato fatto da qualcun altro cinque anni fa, di disertare le urne perché crediamo che le elezioni siano il sale della democrazia e che sia importante mantenere il senso civico, ma non appoggeremo nessun candidato perché nessun programma dei due è di centrosinistra o di sinistra. Anzi, abbiamo un candidato di centrodestra e uno trasformista, capace di diventare da ambientalista ad ambiguo su alcuni temi rispetto a cinque anni fa”. Un esordio che abbiamo filmato e mandato in diretta sulla pagina Facebook dell’Eco, per permettere ai lettori di ‘assistere’ e di ascoltare direttamente  le domande dei giornalisti e le risposte degli esponenti Pd. Oltre ai riferimenti chiari alle due liste civiche in maggioranza con il Pd e in particolare a Ceretti e Buzzi, tacciati di personalismi e trasformismo, l’altro trasformista sarebbe Finiguerra, accusato di aver cambiato posizione sulla strada, ma a questo proposito abbiamo riportato la segnalazione di lettori che hanno inteso trasformista proprio il Pd che pur avendo nel programma di Arrara la realizzazione della strada, ora “per un contentino al gruppo dell’Officina del tutto contrari, dicono no e hanno comunque un programma su questo punto, sovrapponibile a quello di Finiguerra”. Ipotesi smentita soprattutto da Gay (consigliere uscente dell’Officina ). Sui motivi del mancato successo elettorale il segretario Biglieri si è astenuto, dicendo di attendere l’analisi collettiva prevista per il giorno successivo e di non aver pensato di dimettersi, avendo ottenuto il maggior numero di preferenze. Si è parlato di ospedale, per cui l’amministrazione, abbiamo fatto notare, contrariamente al sindaco di Magenta che è riuscito a mantenere i servizi a rischio, non ha fatto molto, tranne accodarsi poi ai sindaci del territorio più attivi e motivati che hanno collaborato con il Movimento del Malato. Si è parlato anche di buche nelle strade e dei problemi piccoli ma che creano disagio ai cittadini, su questo punto però l’ex assessore Cameroni ha sostenuto con orgoglio la scelta di privilegiare il sociale, 6 milioni di euro del bilancio infatti sono stati spesi in aiuti ai più bisognosi, ha invitato a “superare i personalismi e l’individualismo per costruire una comunità , per il bene comune”.  E.G.

 

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