ABBIATEGRASSO – Dalla presidente di Iniziativa Donna, Nunzia Fontana, ci è arrivata la proposta di collaborazione in vista della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” che in tutto il mondo si celebra il 25 novembre, data scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 di tre sorelle domenicane perché considerate ‘rivoluzionarie’. La cronaca nera ci pone di continuo di fronte a femminicidi, alcuni forse prevedibili ma in molti altri casi per mano di insospettabili e risulta sempre più evidente che la violenza sulle donne è diffusa in ogni ceto sociale, tra persone analfabete come tra le più acculturate e che quanto fatto finora non basta. Occorre uno sforzo maggiore sia per quanto riguarda l’informazione che l’educazione, utilizzando tutti gli strumenti possibili e in ogni ambito, cominciando dalla più tenera età a preparare ad essere uomini e donne che si rispettano e che rispettano ogni diversità e differenza. Si è sempre data, comprensibilmente, molta importanza all’intelligenza cognitiva, ai risultati scolastici e al successo professionale ma forse è giunto il momento di coltivare l’intelligenza emotiva, quella che serve per gestire le relazioni, che aiuta a comprendere le proprie ed altrui emozioni. Un lavoro di prevenzione diventato improcrastinabile poiché la violenza sulle donne è da considerarsi un’emergenza. Nella maggior parte dei casi sono gli uomini i responsabili, raramente si tratta di sconosciuti, sono fidanzati, mariti, padri, amici, persone di cui la vittima si fida e da cui crede di essere amata. Per questo Iniziativa Donna e la Commissione Pari Opportunità hanno inviato la seguente proposta: “Si è convenuto che gli omicidi nei confronti delle donne siano questione di uomini assassini, di persone disturbate dal punto di vista emozionale e di relazione. Che è necessario continuare a parlarne e tenere sempre viva l’attenzione su questi drammatici avvenimenti. Che il rispetto e l’educazione debbano essere messi al primo posto dell’agire quotidiano di ogni individuo. Per questo ci piacerebbe che le testate cittadine sottopongano a degli uomini – settimanalmente da qui fino alla fine di novembre – le seguenti domande:

1) Perché ha accettato l’intervista o meglio ha accettato di condividere un pensiero,  di rendersi utile agli altri per migliorare luoghi comuni di pensiero?

2) Come agisce nella sua quotidianità per evitare che si verifichino fatti di violenza?

 3) Le è capitato di avere a che fare con donne maltrattate? Se sì come ha reagito, come le ha aiutate e come si è comportato nei confronti dell’aggressore?

4) Quali sono le azioni che si possono mettere in campo per arginare questa piaga sociale?

E’ doveroso altresì sottolineare l’importanza in ambito abbiatense la presenza del Centro Donna e del Centro Antiviolenza. Vi ringraziamo per questo vostro importante intervento in ambito abbiatense: il valore aggiunto di questa presenza settimanale saprà stimolare e far riflettere su quanto le relazioni fra marito e moglie, compagna e compagno, fratello e sorella, madre e padre, amico e amica siano importanti e determinanti nel percorso della nostra vita. Nunzia Fontana, Mari Temporiti. Accogliamo e condividiamo la richiesta e, dalla prossima settimana, pubblicheremo le nostre interviste agli “Uomini che ci mettono la faccia”. Enrica Galeazzi

 

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