ABBIATEGRASSO – Non è ancora terminato il dramma della pandemia e si apre un altro fronte di grande preoccupazione: l’incubo della guerra. I venti di guerra soffiavano da tempo ma tutti speravamo che la diplomazia e il buon senso prevalessero. Non è stato così, pur prendendo atto che l’allargamento della Nato a est, ai confini russi, tra ABBIATEGRASSO – Non è ancora terminato il dramma della pandemia e si apre un altro fronte di grande preoccupazione: l’incubo della guerra. I venti di guerra soffiavano da tempo ma tutti speravamo che la diplomazia e il buon senso prevalessero. Non è stato così, pur prendendo atto che l’allargamento della Nato a est, ai confini russi, tra cui l’Ucraina, potesse essere considerato una provocazione, la reazione di Putin è superiore alla peggiore delle aspettative. Un attacco rapido, un’aggressione terribile e siamo piombati tutti nell’orrore della guerra. Nell’epoca della globalizzazione, delle dirette televisive e con i cellulari, le immagini e le testimonianze che ci aggiornano su quanto accade in Ucraina fanno male a chiunque abbia un minimo di sensibilità e umanità. I bombardamenti, il pianto dei bimbi e delle loro madri, i volti dei feriti, le immagini delle devastazioni, delle macerie non possono lasciarci indifferenti. Le colonne corazzate, l’attacco nei pressi dell’ex centrale nucleare di Chernobyl fanno orrore. I treni che transitano dall’Italia carichi di carri armati, di blindati, incutono paura e sono la prova che la guerra è vicina. Subito sono nate manifestazioni spontanee contro la guerra, a San Pietroburgo come nelle metropoli europee o nei piccoli centri. Ad Abbiategrasso, giovedì pomeriggio è partita la proposta di Nunzia Fontana, presidente di Iniziativa Donna, tramite Facebook, di un presidio per venerdì 25 alle 18 in piazza Marconi, per esprimere il proprio No alla Guerra e chiedere a gran voce la Pace. Alle 18 in punto L’Eco era in piazza e in diretta ha ripreso l’arrivo alla spicciolata di cittadini, delle bandiere arcobaleno mosse dal vento, ha ascoltato motivazioni, mostrato la preoccupazione, la commozione di tutti, le lacrime di Nunzia mentre leggeva parole accorate, mentre invitava tutti a farsi portatori e costruttori di Pace, mentre donava al sindaco una bandiera pacifista, da esporre sulla facciata del Municipio. Servirà? Servirà nella misura in cui sempre più persone vengono sollecitare a chiedere la Pace. Quando nessuno sarà più disposto a combattere, a imbracciare un’arma per uccidere, sarà difficile se non impossibile fare una guerra. Riconoscere la sacralità della vita umana è il punto di partenza, altrimenti l’intera umanità è a rischio. Ambizione, denaro, potere che portano a distruggere per conquistare, mentre famiglie intere devono fuggire, provano a fuggire con poco o nulla, con il terrore negli occhi. Padri in lacrime che dicono addio ai figli, consapevoli che forse non si rivedranno. Scene terribili e ora Putin dice che si sta arrivando a un punto di non ritorno con l’Occidente. Una mossa solo psicologica o una minaccia molto reale, una sorta di dichiarazione di guerra a tutti i Paesi del patto atlantico e quindi alla vicina Europa? Stiamo vivendo un momento tra i più delicati della nostra esistenza, prendiamo atto della debolezza di un’Europa poco unita, in cui ogni Paese ha preferito una politica propria a un governo realmente comune. E ora, come ha detto il presidente Mattarella, ‘la Pace di tutti è in pericolo’. Cosa possiamo fare? Intanto aprire le porte di casa nostra ai profughi e contribuire a inviare gli aiuti richiesti: coperte, indumenti caldi e alimenti per resistere alla brutale invasione. E.G.

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