BERNATE TICINO – Martedì 23 agosto una passeggiata in bicicletta di una mamma con la sua bimba di 7 mesi sul seggiolino legato alla bicicletta lungo l’alzaia del naviglio grande si è trasformato in un incubo quando la 35enne di Boffalora, arrivata nel tratto tra Bernate e Castelletto di Cuggiono, è finita in acqua. Subito diversi passanti che hanno assistito all’incidente si sono tuffati, ma se è stato relativamente facile aiutare la donna ad uscire dall’acqua, il recupero della bicicletta, trascinata dalla corrente, su cui era legata la figlioletta si è rivelato difficile. Se la bimba che continua ad essere in prognosi riservata alla clinica pediatrica De Marchi di Milano si salverà, lo deve principalmente a un medico che stava facendo jogging lungo l’alzaia proprio quando madre e figlia sono finite in acqua con la bicicletta. Il collega giornalista Graziano Masperi di Corriere Altomilanese lo ha intervistato. Si tratta del dott. Stefano d’Amico, anestesista presso l’ospedale di Legnano che, sentite le grida della donna, si è tuffato più volte fino a riuscire a raggiungere la bicicletta, sollevarla con l’aiuto di altri passanti fuori dall’acqua, dove ha iniziato a rianimare la bambina che è stata poi intubata dall’equipe dell’elisoccorso e, proprio quando si temeva il peggio, il suo piccolo cuore ha ripreso a battere. Nonostante le sue condizioni siano considerate molto gravi, grazie al dottor d’Amico, non si perde la speranza  che superi questo tragico e delicato momento. Oltre a pregare per la piccola, è stata creata una petizione, la richiesta al Presidente della Regione Lombardia e al Sindaco della Città Metropolitana di una pista ciclabile sull’alzaia del naviglio Grande per garantire sicurezza ai suoi tanti fruitori. E.G.

 

 

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