ALBAIRATE – La notizia è arrivata come un pugno nello stomaco, due fratellini Gilla di 6 anni e Lorenzo di 12, morti a Brancaleone in provincia di Reggio Calabria l’8 agosto, travolti da un treno, ridotta in fin di vita anche la mamma Simona di 49 anni. Il giorno stesso della tragedia è girata voce che fossero di Abbiategrasso poi il giorno dopo si è saputo che si erano da pochi mesi trasferiti alla Faustina di Albairate e che la bimba, autistica, è sfuggita alla mano della madre che è stata preceduta dal fratellino Lorenzo nel tentativo di salvarla dall’arrivo imminente del treno, quel treno che li ha travolti. Un destino crudele che ha avuto grande eco ed ha sconvolto l’Italia intera. In modo particolare chi conosceva la famiglia che da Baggio si era trasferita alla Faustina dove, soprattutto Gilla, aveva trovato un contesto favorevole per socializzare come hanno testimoniato, sconvolti, diversi vicini. Il Comune di Albairate ha proclamato il lutto cittadino fino al giorno delle esequie, il 14 agosto; i funerali sono stati celebrati nella chiesa di San Protaso a Milano, erano presenti anche i sindaci di Albairate e Cisliano insieme a numerosi concittadini e ai parroci delle due comunità dell’abbiatense dove i due bambini abitavano e andavano a scuola. Commovente e molto condiviso il post su Facebook dello zio paterno che descrive i nipotini e considera Lorenzo “un eroe , consapevole del pericolo a cui andava incontro, non ha esitato un istante a salvare sua sorella”. I bambini sono imprevedibili, Gilla lo era anche di più, il dolore per la loro perdita è reso ancora più acuto dal dubbio che questo dramma si poteva evitare se il vicino sottopassaggio non fosse reso impraticabile da erbacce e altro, per incuria. Subito dopo ogni tragedia si ascoltano promesse da politici o altri, che a turno assicurano che “fatti simili non devono più accadere”. Parole che puntualmente si rivelano vane, anche in questo caso. Dopo giorni dall’accaduto e chissà, forse lo è ancora, il sottopasso è rimasto inagibile e le persone dirette al mare costrette ad attraversare i binari, come Gilla, Lorenzo, Simona. Perché? E.G.

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