ROBECCO S/N – Dopo la fine dell’amore, il tentativo di estorsione da parte dell’amica. La vittima del tentativo di estorsione vive a Magenta e fa la cuoca, aveva da poco denunciato il furto della sua auto, una Toyota Yaris. L’ex convivente E.R.M. si era stranamente offerta di ritrovarle l’auto dicendo che conosceva degli zingari che probabilmente gliela avrebbero ritornata in cambio di 500 euro. La vittima si mostra titubante ma l’amica la rassicura tramite Whatsapp e le invia anche immagini della sua auto. C.B. avverte i Carabinieri e d’accordo con loro prepara la trappola. Finge di voler pagare ma quando si presenta nel luogo convenuto, vicino all’ufficio postale di Robecco, i militari in borghese intervengono e arrestano in flagrante i due mentre stanno prendendo i soldi. Si tratta dell’ex amica E.R.M. del ’67, residente a Magenta, e di A.T. del ’54, nato ad Arconate e residente a Robecco sul Naviglio. E’ parso subito verosimile che fossero stati gli stessi a rubare la macchina per estorcere soldi. La prova definitiva è stata il ritrovamento delle chiavi di scorta della Toyota Yaris a casa dell’arrestata e la constatazione che l’auto, ritrovata e riconsegnata alla proprietaria, non riportava nessun segno di scasso. L’arresto è stato convalidato e i due complici, processati per direttissima, hanno scelto di patteggiare e sono stati condannati dal Tribunale di Pavia a 3 anni di reclusione e 1.000 euro di ammenda ciascuno. Entrambi sono risultati disoccupati e con precedenti penali, scontano la pena agli arresti domiciliari. E.G.

 

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