ABBIATEGRASSO – Riportiamo la video-diretta pubblicata sulla nostra pagina Facebook. Nella rubrica “Chiediglielo direttamente” avevamo intervistato un cittadino, Adolfo Lazzaroni, stupito dell’aumento quasi triplicato della tariffa sui rifiuti. Siamo quindi andati ad Amaga  dove  abbiamo  incontrato il direttore tecnico geom. Ermenegildo Scalera e il resp. tecnico commerciale Gianni Pioltini, che hanno risposto ai quesiti di Lazzaroni il quale, nonostante abbia prodotto nell’ultimo anno la metà dei rifiuti rispetto al precedente, ha pagato 10 euro in più.

Pioltini fa prima una precisazione: “L’intervistato ha fatto riferimento ad Amaga, ma tutto quello che noi facciamo non è perché Amaga lo decide ma ci sono una normativa e un regolamento comunale, Amaga semplicemente applica la normativa.

Sulla tariffa puntuale abbiamo dato una serie di indicazioni anche nelle assemblee pubbliche, il 7 e 16 marzo all’Annunciata. Poche persone alla prima serata, è stata organizzata un’ulteriore serata per i cittadini extracomunitari.

Nell’anno precedente si sono svolti 6 incontri per i quartieri, per spiegare la tariffa puntuale applicata dal 2013 in via sperimentale e nel 2014 diventata ufficiale” .Scalera aggiunge: “Abbiamo anche il sito dove trovare tutte le informazioni e abbiamo pubblicizzato una app, Wiki-waste, che dà informazioni in tempo reale e comunicazioni su eventuali cambiamenti. I cittadini possono segnalare inoltre eventuali disservizi o abbandoni di rifiuti, facendo una foto con immediata geolocalizzazione. Il personale andrà poi a ritirarli. La collaborazione dei cittadini ci aiuta a individuare le criticità e migliorare il servizio”.

Pioltini: “Non c’è stato un aumento, anzi: rispetto al 2010-11, quando avevamo una tariffa che arrivava a 4 milioni 160 mila euro all’anno, oggi l’introito è di 3 milioni 933 mila euro, quindi 200 mila euro in meno. Grazie all’introduzione del porta a porta e grazie alla tariffa puntuale dal 2014, gli effetti sono stati clamorosi, siamo passati da una raccolta differenziata del 20 % a quasi il 70 %”.

Scalera: “Si chiama tariffa puntuale perché va a misurare esattamente quanti rifiuti il cittadino produce. Più il cittadino differenzia e meno ‘resto indifferenziato’ viene prodotto”.

E’ importante quindi che il contenitore del resto indifferenziato sia esposto solo quando è pieno, anche perché se i rifiuti vengono conferiti correttamente “l’indifferenziato non dovrebbe puzzare, l’umido va a parte”.

Pioltini: “In pratica il camion passa e prende il contenitore, alla fine della raccolta sappiamo quanto ‘volume’ ha prelevato, il camion va allo scarico e pesa. Il peso totale lo dividiamo per il volume e otteniamo il peso specifico. Facciamo una media del peso specifico nel quadrimestre e, moltiplicato per il volume che ognuno ha prodotto, viene fuori la tariffa puntuale, perché ognuno paga per quanto ha esposto. La forbice tra chi produce meno e chi produce di più si è accentuata: chi

ha prodotto di più paga molto di più… chi di meno, paga molto di meno”.

Scalera: “Esponendo il contenitore solo quando è pieno, si riduce la quantità di rifiuti indifferenziati, che sono quelli su cui paghiamo la tariffa. L’organico ha un costo di smaltimento, non ci viene pagato. Mentre per carta, vetro e plastica Conai ci dà un contributo che aiuta a ridurre i costi di gestione”. Pioltini: “La tariffa, per quanto riguarda il domestico, è diminuita per il 57% della popolazione, mentre è aumentata per il 42%. Addirittura l’83% delle aziende paga meno mentre il 17 % paga di più rispetto a prima. Chi dice che la tariffa è aumentata parla della sua condizione particolare, ma non in generale”. S.O.

 

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