ABBIATEGRASSO – Qualche giorno prima di Natale abbiamo parlato di ambiente con Nicolas Chignoli, giovane abbiatense da sempre impegnato a difendere l’ambiente nel senso più ampio del termine. Ha fatto e ancora fa parte della Consulta comunale, appassionato del Ticino e delle nostre campagne, segnala rifiuti abbandonati e si batte per promuovere buona educazione e sensibilità ambientale. Questo e molto altro che adesso ci dirà. Da dove cominciamo? “Cominciamo dalla Consulta ecologica di cui sono presidente, un gruppo di ragazzi appassionati e competenti. Una consulta molto coesa, al momento non ancora sfruttata, speriamo che nei prossimi mesi l’Amministrazione si dia un ritmo più serrato. Stiamo trattando alcuni temi come la gestione del verde che ha una serie di problematiche da affrontare anche con la disponibilità di Amaga che è molto ricettiva. Un altro tema fondamentale è quello dei rifiuti, serve programmare futuri interventi. Speriamo che la Consulta venga consultata, non come in passato quando non era presa in considerazione, speriamo che si mettano al lavoro…” Nicolas, l’ abbiamo vista nel servizio di Rai 3 al TGR di sabato 10 novembre , presente alla manifestazione organizzata da Legambiente Lombardia  e dal Coordinamento Salviamo il Ticino, dopo diverse segnalazioni  nel mese di ottobre della presenza di schiuma dovuta a sostanze inquinanti nel naviglio. Sotto accusa in particolare il malfunzionamento del depuratore  di Sant’Antonino di Lonate Pozzolo che dal 2006 scarica acque scure e maleodoranti, schiume, nel Naviglio Grande che arrivano poi  al Ticino. Un impianto di fitodepurazione che nonostante abbia ricevuto 6 milioni di euro, come ha ricordato quando è stato intervistato da Rai 3, non  ha però evidentemente ottemperato agli adempimenti per migliorare la depurazione. “Il problema del Sant’Antonino è storico, bisogna andare indietro di almeno 30 anni, nonostante tutti gli investimenti fatti dalla Regione e dall’ente gestore ci sono ancora problematiche notevoli”. Gli interventi sono stati fatti? E se sì, sono stati fatti male? “Siamo stati ricevuti come Coordinamento dalla Regione per un confronto, la Regione è parecchio seccata. Il problema degli impianti nati negli anni ‘70 e ‘80, è che nascono già sottodimensionati e a volte già vecchi,  poi fa molto la gestione. Per il Sant’Antonino ci sono problemi con il reticolo idraulico, con le vasche di laminazione a monte… Il Coordinamento ha fatto battaglie anche tramite  Corte dei Conti e Procura. Per venire a capo delle schiume nel Naviglio e nel Ticino, abbiamo fatto un sopralluogo e, oltre alle schiume, abbiamo trovato molti rifiuti nelle vasche di laminazione, diversi ettari coperti di rifiuti che vanno direttamente per scolmatura nel fiume Ticino”. Una portata d’acqua maggiore potrebbe servire? “Per le schiume servirebbe, il nostro sospetto è che  c’entri la gestione dei fanghi in estate, fanghi che vengono puliti con le acque di scarico, le schiume sono persistenti  e massicciamente presenti”. Le associazioni ambientaliste hanno chiesto un intervento risolutivo. “Gli interventi richiedono sempre investimenti e anni di lavoro mentre è più facile risolvere a breve tempo il problema rifiuti nelle vasche di laminazione, il Parco secondo noi ha mancato un poco nel controllo…”  Aggiornamenti non ce ne sono? “Per ora per quanto riguarda la pulizia non c’è nulla, la scorsa settimana durante l’assemblea del Parco ci è stato detto che nel 2019 si farà un censimento un po’ più preciso sugli scarichi nel Ticino. Speriamo…”.  Cosa farebbe se avesse la bacchetta magica, anzi no, se fosse assessore del Comune e assessore in Regione? “Come assessore comunale sapendo che le risorse sono limitate farei tante piccole azioni di pressione, manca la connessione con Regione, Parco, con il territorio e bisogna essere più presenti nel chiedere, nel controllare…” Una letterina a chi la manderebbe, chiedendo cosa? “Chiederei uno sgrigliatore sul canale scolmatore, questo lo chiederei alla Regione anche se adesso con la nuova centrale elettrica una parte di acque sarà sgrigliata e, a dire il vero,  all’assemblea del Parco si è parlato di uno sgrigliatore non meglio specificato sul canale scolmatore. Qualche anno fa il governo Renzi aveva previsto  appositi finanziamenti, poi è scomparsa anche l’intenzione sia da parte di AIPO che della Regione e dei Parchi. La scorsa settimana ci hanno detto invece che è di nuovo previsto, questo risolverebbe già il grosso problema di inquinamento dei rifiuti solidi trasportati a valle, poi servirebbe più acqua ma qui andiamo a toccare interessi diversi, dalla Svizzera al Ministero, ai paesi rivieraschi”. Auguriamo a Nicolas e alla Consulta un proficuo lavoro e ringraziamo questo gruppo di giovani per il loro importante impegno civile. E.G.

 

 

 

 

 

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