CASSINETTA DI LUGAGNANO – Si concludono così questi quattro anni soporiferi, privi di ogni dialettica politica, animati dal vapore del silenzio, forse nel modo più coerente: le dimissioni del Sindaco di Cassinetta di Lugagnano. Una scelta autoreferenziale, l’ultima delle tante, legittimata da argomenti personali che credo non debbano essere motivo di contesa. Riavvolgendo il nastro, è doveroso indagare la connessione politica, civica e umana che ha animato il racconto embrionale di questa esperienza amministrativa: il gruppo consiliare Per Cassinetta. Azionista di riferimento delle molteplici anime che hanno onorato civicamente il proprio impegno, il gruppo Per Cassinetta è cresciuto con ardore dai protagonismi sui banchi dell’opposizione nei ruggenti anni ‘80, proseguendo alla amministrazione di risanamento finanziario al termine degli anni ‘90, sino al rinascimento del primo decennio degli anni 2000. Il commissariamento è storia di questi giorni. Una lunga narrazione costellata di impegno, fatica, passione e competenza. Attraversata da dialettica, personalità e dolcezza. Un’alchimia che ha moltiplicato volti e partecipazione nell’esercizio della cittadinanza attiva, nutrendo diversità e sensibilità lontano dalle ingerenze dei partiti, nel solco di una parola: inclusione. I passaggi avvenuti nei decenni tra le diverse amministrazioni e i diversi gruppi consiliari hanno costantemente e reciprocamente contaminato un percorso virtuoso fondato sul confronto, sulla condivisione e generando nuove classi dirigenti. Questa narrazione giunge al termine nel luglio del 2012. In totale discontinuità con le precedenti amministrazioni, questa giunta, nata nel solco inclusivo di quel percorso, decide di recidere arbitrariamente ogni connessione umana, politica e amministrativa con il GRUPPO Per Cassinetta, congelando l’unico luogo di confronto, deputato alla dialettica, alla partecipazione e alla condivisione (anche dei problemi si intende). Reiterate scelte autoreferenziali, nel solco della discontinuità, certificano un costante smantellamento del patrimonio costruito negli anni precedenti e riconosciuto in termini di consenso e partecipazione dalla comunità stessa. Il senso di involuzione percepito dalla mancata connessione politica e civica hanno creato inevitabili ricadute su scelte strategiche, come il ridimensionamento del fervore culturale, la totale chiusura partecipativa assembleare con la comunità in passaggi delicati come la condivisione di nuove strategie concertative con Anas in merito al problema Tangenziale oppure la condivisione sull’opportunità di vendere immobili della comunità. Qualche esempio che non vuole congelare la valutazione ampia e appropriata di chi ha vissuto nella sua interezza il PAESE: i cassinettesi. Gli unici depositari della verità percepita. Gli unici incontaminati da polemiche, strategie e personalismi che avranno modo di esprimersi nei tempi e nei luoghi deputati. Rimane la solitudine e l’amarezza di questo epilogo. Rimane il dovere di difendere la memoria di lunghi 10 anni della propria vita vissuti PER CASSINETTA. Andrea Frassoni ex assessore, ex coordinatore gruppo Per Cassinetta; Roberto Pisati ex consigliere, attivista gruppo Per Cassinetta e la memoria del gruppo Per Cassinetta

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