ABBIATEGRASSO – Alcuni lettori ci hanno contattati per esprimere malcontento e dubbi ulteriori sul futuro dell’ospedale Cantù. A far parlare la scorsa settimana anche i lavori in corso  per il rifacimento del muro di cinta che ha costretto a spostare l’ingresso dei mezzi, auto e ambulanze,  da piazza Cazzamini Mussi a via Nazario Sauro. “Ho letto che sarebbe un segnale positivo, non mi pare proprio, è realistico pensare che si tratti di una sostituzione della recinzione richiesta dal cattivo stato di quella ormai ritenuta pericolante. Un nuovo muro di cinta che serve comunque anche al cronicario in cui si sta trasformando il nostro ospedale, dopo 135 anni di eccellenza, grazie ad attuali politici e ‘tecnici’ che hanno deciso un futuro diverso e contrario alle esigenze e alle richieste della popolazione”. Altre segnalazioni riguardano reparti chiusi al Cantù nel periodo estivo, la presenza di un solo cardiologo da Magenta per soli due giorni la settimana, l’affollamento del P.S. di Magenta (la scorsa settimana si è aperto il cantiere per la realizzazione del nuovo P.S.),  la mancata sicurezza per i degenti data l’assenza di notte dell’anestesista-rianimatore, “il fatto che ce ne sia uno reperibile, quindi a chiamata, non assicura la tempestività richiesta dall’emergenza” afferma un’abbiatense a cui si aggiungono altre voci di cittadini delusi da “quei politici che in nome di una fantomatica sicurezza, ogni volta evocata per convincerci della bontà del loro piano, ci sta togliendo il servizio più importante per una comunità, quello che riguarda la salute degli oltre 80.000 abitanti dei comuni dell’abbiatense”. E.G.

 

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