ABBIATEGRASSO – Il Covid ci ha costretti a lungo in casa e ha fatto saltare tanti appuntamenti importanti, tra questi il Salone del Mobile di Milano che, seppur con una formula diversa, ora come “Supersalone”, è stato inaugurato domenica 5 e sarà possibile visitarlo fino al 10 settembre. Un settore quello dell’arredamento che dà lavoro a centinaia di migliaia di persone. La casa con il lockdown è tornata ad essere per tutti anche per chi la viveva, per motivi di lavoro, come poco più di un dormitorio, il luogo principe della propria vita. Ne parliamo con Daniele Cislaghi di “Cislaghi Arredamenti”, realtà storica abbiatense con una clientela eterogenea e internazionale. Cos’è accaduto durante e dopo il lockdown?  “L’essere costretti anche per lunghi periodi a vivere 24 ore su 24 nella propria abitazione ha fatto prendere coscienza dei limiti e delle problematiche di cui eravamo più o meno consapevoli e ha spinto, appena è stato possibile, a chiedere consulenze e progetti per migliorare il comfort e il benessere nella propria casa. Lo smart working ha mostrato altri limiti e richiesto a sua volta di recuperare spazi e postazioni dove collocare gli strumenti utili ai collegamenti quotidiani. Soprattutto le famiglie numerose hanno sofferto la carenza di spazio e riconosciuto la necessità di riorganizzare e ripensare la disposizione dei mobili e di attribuire una miglior vocazione agli ambienti. Il nostro compito è di proporre cambiamenti che, utilizzino soluzioni molto innovative, recuperino spazio e nello stesso tempo offrano funzionalità e comfort”. Quali sono le novità principali di questo salone? “Mi pare che le parole d’ordine siano sostenibilità e riciclo, che già da tempo sono le fondamenta della filosofia della Cislaghi Arredamenti, che sceglie aziende che utilizzano materiali pregiati, innovativi, trattati con modalità il più possibile ecologiche. Questo salone, aperto anche al pubblico fin dal primo giorno, anche se in parte a causa del Covid, è innovativo per molti aspetti. Durante la visita ad esempio, è possibile acquistare, prenotando digitalmente il prodotto scelto. Sono presenti 50 scuole internazionali di design che propongono quanto hanno realizzato. Colpiscono in particolare le fluidità delle linee, l’uso del policarbonato trasparente e flessibile e l’effetto leggerezza che ne consegue. Anche il Supersalone sembra confermare e trasmettere la sensazione che stiamo vivendo un momento di grande cambiamento e transizione in cui le aziende e i progettisti cercano di rispondere e, se possibile, anticipare le nuove esigenze. Esigenze molteplici che riguardano tutte le famiglie e che devono soddisfare il più possibile tutti i componenti”. Che cosa l’ha più colpita? “Mi ha colpito in particolare un pouf rivestito di un particolare tessuto fonoassorbente per il benessere acustico, un problema che anche ultimamente mi hanno chiesto di risolvere, che si presenta in grandi spazi, destinati per esempio alla ristorazione”. S.O. 

 

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