ABBIATEGRASSO – Oltre due ore ininterrotte di interventi, informazioni preziose e inedite quelle portate dai pendolari che, invece di limitarsi a lamentare e segnalare ogni giorno sui social i continui disservizi, hanno costituito un’associazione per occuparsi a 360° degli annosi, irrisolti problemi della linea ferroviaria Milano-Mortara-Alessandria da cui il nome MiMoAl. Vanessa Giancane, la presidente, ha presentato il cronopragramma dell’assemblea: cenni allo Statuto, al lavoro svolto, ai risultati, alle proposte e uno spazio di alcuni minuti per quanti avessero idee, iniziative,proposte da condividere. Dopo che la tesoriere ha informato sulle incombenze richieste ed espletate per costiture l’associazione secondo le normative vigenti, annunciate le finalità che sono quelle di monitorare i quotidiani disagi e rappresentarli ai gestori del servizio, chiedere migliorie, coinvolgere l’opinione pubblica, ha indicato i nomi dei componenti del consiglio direttivo. L’intervento seguente ha evidenziato come non sia più sufficiente segnalare i disagi ma occorra proporre soluzioni per un servizio pessimo “che costa a Regione Lombardia 450 milioni l’anno, con una gestione approssimativa, un rimpallo di responsabilità impressionante, uno scarica barile tra Regione Lombardia, RFI e Trenord”. Di conseguenza i pendolari decidono di farsi carico della soluzione dei loro problemi, costituiscono l’associazione, invitano quanti più possibile a farne parte perché, citando Ralph Nader: “Anche se non ti occupi di politica sarà la politica ad occuparsi di te”. Sul lavoro svolto ha relazionato il vicepresidente Franco Aggio, incontri da settembre con le amministrazioni di Vigevano e Mortara, incontri istituzionali il 13 dicembre con amministrazioni, Regione, Trenord e RFI, le risposte? Sono risultate per lo più aleatorie e troppo vaghe tranne per la promessa di Trenord di immettere alcuni treni più moderni entro giugno. E’ stata inoltrata la richiesta del bonus al limite di affidabilità al 4% invece che al 5% attuale della tratta, per uniformarla alle altre. Trenord ha indicato come referente anche per questo la Regione. Se un piccolo miglioramento si è riscontrato per la pulizia, per una maggiore sicurezza hanno semplicemente deciso a partire dall8 gennaio di lasciare aperte, dopo le 20, tre sole carrozze e di chiudere le altre. Un provvedimento da monitorare e che riguarda la Mi-Mo e le linee Mi-Lecco e Mi-Como-Chiasso. Alla richiesta di un accesso ai dati c’è stata da parte di Trenord una chiusura totale e ancora una volta un rimando alla Regione che li rende pubblici una volta l’anno. Trenord ha un fatturato annuo di 780 milioni di cui 450 pagati da Regione Lombardia, ca. 310 milioni i ricavi da abbonamenti e biglietti a cui si aggiungono altri 20 milioni del servizio internazionale con treni tedeschi e austriaci. 450 milioni di euro da Regione Lombardia sono una cifra tale da imporre alla Regione come committente di essere molto esigente su come vengono impiegate queste risorse che ogni cittadino, utente ferroviario o no, contribuisce a sborsare. Le notizie riportate sul raddoppio poi, arenato da una decina d’anni, sono ancora più clamorose: il raddoppio è previsto dalla Regione nel Piano del 2016 ma… lo prevede e non lo chiede. Deve prevedere un incremento di treni sulla linea  che ora ha di massima un treno all’ora, 2 sulla S9 con 2 binari che potrebbero sopportarne di più ma che non possono continuare da Abbiategrasso a Mortara senza un secondo binario. Questo nonostante la Mi-Mo sia la linea con l’incremento più alto di utenti in Lombardia, con 20.000 viaggiatori al giorno. A queste informazioni è seguita la richiesta ai sindaci e amministratori presenti di fare a loro volta il punto sulla situazione. Il sindaco di Abbiategrasso Cesare Nai ha riferito della volontà dei sindaci di unirsi per affrontare la situazione diventata insostenibile. Ha riferito anche di aver scritto al Prefetto , a Trenord e a RFI, per quanto riguarda il raddoppio o il prolungamento dell’S9 fino ad Abbiategrasso, seppur votato all’unanimità in consiglio comunale,  preve tempi non brevi. Ha confermato “l’intenzione dei sindaci di costituirsi in un Comitato permanente con l’auspicio di un frequente confronto con i pendolari per fare squadra”. Il sindaco di Mortara Marco Facchinotti ha confermato la disponibilità delle amministrazioni comunali e invitato a coinvolgere anche i pendolari che arrivano da paesi come Sartirana  e da più lontano per far fronte comune. Il vicesindaco Albetti ha accennato ai lavori che dopo Vigevano verranno eseguiti ad Abbiategrasso.  L’ass.Furio Suvilla di Vigevano, con delega ai trasporti, ha offerto altri spunti, critico in particolare con “Regione Lombardia che fa poco o niente e non esige il rispetto del contratto, occore quindi fare leva in Regione per avere il giusto peso con Trenord, chiedo anche agli abbiatensi di non accontentarsi del prolungamento dell’S9, di non diminuire l’impegno per il raddoppio. Più che la Prefettura che ha solo l’obbligo di garantire l’ordine pubblico, per quanto riguarda la sicurezza dei pendolari ci si può rivolgere alla Magistratura”. I rappresentanti dei pendolari hanno incalzato però i sindaci e li hanno invitati a concretizzare il loro impegno di unirsi a loro volta in Comitato, come annunciato già a settembre. Un dibattito lungo, con cifre e informazioni precise da parte di MiMoAl, sui fondi stanziati di 220 milioni per il progetto esecutivo nel 2006, rimasti fino al 2011 e non utilizzati per indecisioni e diverse richieste dei comuni, stornati e destinati altrove nel 2012, ora i costi per lo stesso progetto risultano di 469 milioni. “Se la Regione non vuole il raddoppio lo dica chiaramente”, han parlato chiaro i pendolari, che han dimostrato di aver approfondito le varie sfaccettature del complesso problema del trasporto ferroviario. Molti anche gli interventi, per ulteriori informazioni e partecipazione, per tesserarsi scrivere a associazione.mimoal gmail.com. Enrica Galeazzi

 

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